Quando Teresa Friggione, sua vedova, ha varcato la soglia del cortile del liceo De Sanctis, tutto è cambiato. E lo spettacolo dedicato ad Alfredo Albanese ha acquistato un ulteriore valore, grazie proprio alla presenza di chi lo sposò e, ogni giorno, ne testimonia il messaggio lasciato dopo la morte prematura, avvenuta il 12 maggio 1980, a Mestre, per mano delle Brigate Rosse.
«Non voleva essere un eroe, ma fare solo il suo lavoro», sono state le parole della vedova del commissario tranese, per il quale i ragazzi della scuola, coordinati dalle professoresse De Gennaro e Spadavecchia, hanno organizzato uno spettacolo di «teatro verità», dal titolo «12 maggio 1980. Per non dimenticare», rendendo omaggio ad un indimenticato, grande servitore dello Stato.
Introdotto dal dirigente scolastico, Grazia Ruggiero lo spettacolo, articolatosi fra recitazione, danza, esecuzione musicale e canto, ha emozionato il numeroso pubblico presente mostrandosi denso di riflessioni che hanno anche commosso gli spettatori e, soprattutto, cementato ulteriormente i ragazzi dei tre indirizzi del liceo, tutti uniti per un progetto comune perfettamente condiviso: raccontare un altro pezzo di storia recente del Paese attraverso il sacrificio di un concittadino, in realtà cittadino del mondo dei giusti.
«In quell'agguato - spiegano le docenti -, non venne colpita solo l’integrità del commissario, che a soli 33 anni veniva strappato alla famiglia ed al suo futuro, ma veniva anche aggredita e sconvolta la visione della vita di tanti cittadini onesti, fermamente convinti del fatto che il male si combatte non abbassando mai la guardia».
La preside Ruggiero ha sostenuto con fermezza l’idea, «che tocca una delicatissima tematica sociale - riconosce - e si pone nel solco del percorso della legalità, oggetto di ricerca del macro progetto di istituto. Una scuola impegnata nella formazione dei cittadini di domani e mira a sensibilizzare i suoi alunni su tematiche forti».
A fine spettacolo, Teresa Friggione, anch'ella commossa, si è fatta immortalare con Carola Stella, la studentessa che ha egregiamente interpretato proprio la vedova di Alfredo Albanese sulla scena: «Se riesco a perdonarli? I primi che dovrebbero farlo sono i morti che hanno lasciato sull'asfalto in quegli anni - ha recitato la ragazza in un silenzio surreale - e continuano a lasciare. Noi, i familiari delle vittime, ancora non riusciamo a perdonarli. La nostra è una difficile misericordia».


