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Agenzia delle dogane, due sedi in dieci chilometri? Un lusso: il 30 giugno chiude per sempre quella di Trani

Troppe due sezioni operative gemelle: Kessler chiude quella di Trani. L'accostamento alle famose soubrette tedesche sorge simpaticamente spontaneo, ma la chiusura dell'ufficio di via Porta Vassalla, a partire dal prossimo 30 giugno, a beneficio di quello di Barletta, decisa dal direttore generale nazionale dell'Agenzia delle dogane e monopoli, Giovanni Kessler, è un dato di fatto che priva Trani dell'ennesima istituzione, ultima goccia di un'emorragia di enti già di lunga data.

LE MOTIVAZIONI

Peraltro, le motivazioni di tale provvedimento appaiono ineludibili. Infatti, lo scorso 8 febbraio la Direzione interregionale per la Puglia, Molise e Basilicata dell'Agenzia delle dogane ha proposto la soppressione della Sezione operativa territoriale di Trani, dipendente dall'Ufficio delle dogane di Bari, «in considerazione dell'esiguità delle attività doganali svolta presso la stessa - scrive Kessler -, in un trend decrescente negli ultimi cinque anni».

Obiettivo della chiusura, «razionalizzare e meglio utilizzare il relativo personale - si legge ancora nel provvedimento -, destinandolo ad altri uffici». Senza dimenticare che «da gennaio 2017 - richiama il provvedimento - la funzionalità della sezione è stata calibrata e ridotta con apertura a richiesta, e relativo personale spostato presso la vicina e più grande sezione di Barletta, che presenta maggiori traffici e operazioni doganali».

Le strutture centrali competenti, per gli ambiti di rispettiva competenza, non hanno rilevato motivi ostativi all'accoglimento della proposta di soppressione della sezione di Trani: pertanto, semaforo verde alla chiusura, che la Direzione interregionale di Puglia, Molise e Basilicata ha convenuto di fissare al 30 giugno prossimo, assicurandone l'informativa alle altre sezioni, alle organizzazioni sindacali territoriali, alle autorità locali ed operatori economici.

L'ALLARME INASCOLTATO

La notizia della chiusura della sezione di Trani dell'Agenzia delle dogane, in realtà, non arriva come un fulmine al ciel sereno, Infatti, un anno e mezzo fa, a novembre 2016, il segretario territoriale del sindacato Flp, Michele Giuliano, aveva lanciato l'allarme parlando di una questione che stava passando sotto traccia e nel silenzio più assordante .

Giuliano, informando del fatto che Trani include, anche, i comuni di Bisceglie e Corato, per un totale di 140000 abitanti, richiamava «il fitto tessuto economico che faceva capo alla sede di via Porta Vassalla, specializzatosi in particolare nella manifatture ed abbigliamento, oltre che dei tradizionali settori dell'industria del marmo e produzione ortofrutticola, che hanno sempre alimentato regolari traffici con l'estero, in particolare in esportazione».

E riferiva di non meno di 4500 pratiche annuali, transiti annuali sempre superiori ai 1500, esportazioni mai inferiori alle 2500, oltre 4.200 dichiarazioni telematiche «intra», sempre ogni anno. Senza dimenticare che, grazie alla vicinanza del porto (a Trani come a Bisceglie), l'ufficio doganale di Trani avesse sempre assicurato il veloce disbrigo delle formalità di approdo per le imbarcazioni da diporto, con conseguente beneficio per le attività turistiche del territorio di riferimento».

LA POLEMICA SUL FITTO

L'ufficio doganale di Trani era stato anche al centro di una polemica politica, sollevata sempre nel 2016 dal consigliere comunale di Trani a capo, Maria Grazia Cinquepalmi, che lamentava il fatto che l'Agenzia versasse al Comune di Trani un'indennità di occupazione di appena 150 euro mensili, comprensivi del consumo di acqua e oneri condominiali, manutenzione ordinaria e straordinaria. Il consigliere la riteneva irrisoria per quei locali ubicati nella porzione di palazzo Palmieri che si affaccia di fronte a Palazzo Gadaleta. Adesso, non solo il problema non si porrà più, ma si ribalta sullo stesso Comune, che dovrà emanare un avviso pubblico per trovare un nuovo inquilino.


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