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Consiglio comunale di Trani, approvato il rendiconto 2017

È iniziato alle 10.55 (non era stato raggiunto il numero legale alle 10.30 e quindi il presidente del consiglio comunale ha fatto un secondo appello) il consiglio comunale odierno.

Non erano previsti gli interventi preliminari, richiesti però, con una mozione, dal capogruppo Fi Pasquale De Toma, che ha parlato di «mancanza di democrazia soprattutto quando si dovrebbe riunire la commissione capigruppo e non c’è nessuno solo perché non è previsto il gettone di presenza», come già dichiarato

Contro questa esternazione, si sono levate le voci di consiglieri sia di maggioranza che di minoranza.

È stato discusso il primo punto all’ordine del giorno, “approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio 2017- applicazione disavanzo di amministrazione al bilancio di previsione 2018/2020”.

Il bilancio consuntivo dell'esercizio precedente si è chiuso con un risultato di amministrazione di poco meno di 17 milioni di euro. Tuttavia, a seguito degli accantonamenti obbligatori e rideterminazione dei residui, tenendo conto del disavanzo tecnico già determinatosi con il riaccertamento straordinario del 2015, si rileva un peggioramento del disavanzo che dovrà essere coperto con il bilancio di previsione triennale 2018-2020, i cui stanziamenti si ritiene siano già capienti per la relativa copertura.

Respinte le pregiudiziali di alcuni consiglieri di maggioranza che chiedevano di rinviare la seduta o il ritiro al punto dell’odg anche a causa dell’assenza del sindaco e dei revisori dei conti in aula.

Relaziona Lignola: «Anche in questo caso, i revisori hanno dato parere sfavorevole, parlando di incongruenze ma senza avere nessun colloquio. Il dirigente ha fatto delle verifiche. Abbiamo avuto diversi dirigenti che si sono alternati, questo non ha permesso continuità. In questo rendiconto siamo stati prudenti. I revisori non hanno risposto alle mie pec e questo è irrispettoso del ruolo che hanno».

Per il parere tecnico, è intervenuto il dirigente Nigro.

Cinquepalmi: «Manca la nota informativa, che era stata scritta dal dirigente Stasi, sui rapporti tra il Comune e le partecipate».

Di Lernia: «Per gestire le politiche della spesa bisogna conoscere prima la programmazione che il Comune si è dato, verificare lo spazio delle entrate per valorizzare il patrimonio comunale e mettere in comunicazione gli uffici. Bisogna mettere a punto un piano di razionalizzazione serio e per fare questo serve una macchina comunale organizzata. Assistiamo spesso alla concessione di gratuiti patrocini per eventi che non hanno alcuna valenza per la comunità. Amet: 658.000 euro per il trasporto disabili, cifra stratosferica, ma gli atti che lo dimostrano si sono volatilizzati».

Zitoli: «Fino al 30 giugno 2018 non si potranno fare assunzioni a tempo indeterminato nelle partecipate, quindi saranno vietate anche le progressioni verticali, onde evitare eventualmente un danno erariale».

Lima: «Che fine ha fatto la fondazione Ida Grecca del carretto? Sembra che la collega Nenna stia ricevendo delle minacce. Lo ha dichiarato sui social. Le esprimo solidarietà e le chiedo chi la stia minacciando».

Tomasicchio: «Gli atti di pignoramento verso terzi vengono notificati anche al Comune, quindi il Comune non può ignorarli. Se c’è gente che non fa il proprio dovere, le responsabilità andrebbero perseguite e questo come al solito non si fa. Dite che non avete contratto mutui, questo è grave perché significa mancanza di programmazione. Per legge dovreste avviare un’istruttoria per capire chi ha fatto i debiti fuori bilancio, e voi non l’avete fatto. Alcune imprese vengono pagate, altre no. Per non parlare delle minigare bimestrali sui servizi spacchettati, per favorire le cooperative».

Cinquepalmi: «Come mai al consuntivo 2017 non sono allegati gli elenchi dei residui attivi e passivi? Perché non si assumono dipendenti comunali e invece attingete alla mobilità? Ho segnalato più volte la non veridicità del bilancio dell’Amiu per la mancata svalutazione del credito con la Daneco e la svalutazione della Cisa».

Avantario: «Gli uffici sono in difficoltà per le carenze strutturali, ma mi sembra ingeneroso dire che non fanno niente».

Nenna: «Il mio post non attiene il consiglio comunale. Parlo di una minaccia politica, ne parleremo nella riunione di maggioranza».

Per l’amministrazione, replica di Bottaro: «È un atto meramente tecnico. Non sbandiero la trasparenza. Noi ci siamo quasi “provocati” il parere negativo dei revisori, lo ha detto il dirigente, perché abbiamo evidenziato noi a loro delle criticità nell’ottica di un bilancio che dire trasparente è dire poco. Sappiamo noi quanto sia umiliante cercare 5.000, 10.000 euro per fare delle attività in una città co-capoluogo di provincia come Trani. Noi amministriamo questa città cercando 5.000 euro nelle pieghe del bilancio per sistemare le strade. Per lo stadio abbiamo speso 30.000 euro, coloro che la sostenevano nella sua campagna elettorale (riferito a Tomasicchio, ndr) ci avevano dato un rudere. Noi ne abbiamo fatto un gioiellino. Dobbiamo dare delle risposte alla città sebbene tra le innumerevoli criticità».

Dichiarazioni di voto.

Corrado: «Non mi interessa il parere dei revisori perché da loro in questi tre anni non mi sono mai sentito tutelato. Sono passati 2 anni e mezzo e ancora non avete fatto la gara unica sui servizi. Nel comune c’è tanta gente che non fa nulla e gestisce dei centri di potere che fanno male all’amministrazione».

Voto contrario annunciato da Fratelli d’Italia. Voto favorevole di Pd.

Procacci: «Noi su Amiu non abbiamo avuto risposte, diversamente dai consiglieri di maggioranza che le hanno avute su Amet. Noi siamo l’unica parte politica ad aver fatto degli esposti su Amet».

Bottaro: «È un dato di fatto che tutti volevano scappare, e molti sono scappati, dal Comune di Trani. Gli altri due anni saranno di duro e intenso lavoro».

Provvedimento approvato. Votazione in foto.

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