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Estate 2005, «balla» ancora la sponsorizzazione: il Tribunale di Trani condanna Amiu, costretta a «piangersi» mezzo milione

L'inchiesta penale sulle Estati tranesi 2005 e 2006 si è chiusa con l'assoluzione in Cassazione di tutti gli ex imputati, prosciolti con formula piena dopo un procedimento particolarmente lungo e complesso.

Tuttavia, con riferimento al sostegno economico delle manifestazioni del 2005 (fra cui anche lo spettacolo di Beppe Grillo, ritratto nella foto di Luciano Zitoli), continuano a ballare 500.000 euro ed a «piangerli», per il momento, continua ad essere Amiu.

È questo il succo della sentenza che il giudice monocratico del Tribunale di Trani, Roberta Picardi ha emanato lo scorso 17 maggio in merito al pagamento di mezzo milione di euro, da parte di Amiu, per la sponsorizzazione degli eventi dell'Estate tranese 2005. L'ex municipalizzata aveva citato il Comune, suo proprietario ed azionista unico, per ottenere la restituzione di quella somma, ma il giudice ha rigettare tutte le domande e condannato Amiu al pagamento delle spese di lite per complessivi 18.730 euro.

LE ORIGINI DELLA VICENDA

Con determina dirigenziale del 4 febbraio 2005, il Comune aveva stanziato in favore di Amiu 6.450.000 euro per la copertura delle attività previste nel contratto di servizio. Il 6 ottobre 2005 il Comune, con nota sindacale, preso atto della dichiarazione di Amiu di un minore fabbisogno di risorse, le richiedeva di utilizzare la somma di 500.000 euro per la sponsorizzazione dell'Estate tranese, approvata nel frattempo con delibera di giunta del 18 luglio 2005, versando la somma direttamente ad Amet, che a sua volta l'avrebbe girata alla sua ex partecipata, Amet iniziative gestioni speciali, per il pagamento dei fornitori degli eventi previsti in cartellone.

IL MEZZO MILIONE VERSATO AD AMET

Amiu rimetteva al Comune con nota di credito del 29 ottobre 2005, la somma di mezzo milione quale storno parziale delle fatture precedentemente emesse, erogando materialmente l'importo ad Amet. Il comune, emesse due fatture il 30 novembre e 30 dicembre 2005, comunicava l'indisponibilità di risorse finanziarie per provvedere al pagamento del dovuto, riducendo il corrispettivo del servizio di gestione dei rifiuti a 5.900.000 euro.

IL RIMBORSO NEGATO E LA CITAZIONE IN GIUDIZIO

A quel punto Amiu richiedeva il rimborso della somma di 500.000 euro erogata ad Amet, ma il Comune negava di avere ricevuto la nota di credito del 29 ottobre 2005 e motivava il diniego sulla base del minore fabbisogno comunicato da Amiu. L'azienda, invece, richiedeva la somma perché parte di quella complessiva stanziata per la gestione dei rifiuti, e pertanto soggetta a vincolo pubblicistico di destinazione, precisando di non avere mai rinunciato a parte del corrispettivo stanziato dal Comune per l'anno 2005. Peraltro, la sponsorizzazione dell'Estate tranese prevedeva l'intesa di vedersi restituito tale importo: da qui la citazione in giudizio del Comune.

LA DIFESA DEL COMUNE

Il comune ha dedotto l'infondatezza della domanda dichiarando di non avere mai ricevuto la nota di credito del 29 ottobre 2005, che infatti non risulta mai contabilizzata, e di avere corrisposto integralmente il corrispettivo del servizio di gestione dei rifiuti per l'anno 2005, nonostante Amiu avesse dichiarato un minore fabbisogno. In altre parole il comune non avrebbe mai potuto pagare due volte

LA RICOSTRUZIONE DEL GIUDICE

Il giudice, ricostruendo la vicenda, desume che il Comune aveva determinato in 6.450.000 euro il corrispettivo dovuto ad Amiu per il servizio di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani per il 2005. Corrisposta una parte del dovuto, si era posta la questione di come finanziare l'Estate tranese di quell'anno «ed era stato, verosimilmente, raggiunto un accordo fra il Comune e le sue partecipate, Amet ed Amiu - si legge nella sentenza -, di cui però non vi è traccia negli atti. La misura della partecipazione di Amiu al progetto è stata determinata in 500.000 euro, effettivamente corrisposti ad Amet sulla base del mandato di pagamento del 31 ottobre 2005».

QUELLO STRANO «ARTIFICIO»

«Per giudicare la distrazione di somme dai conti di Amiu, verosimilmente le parti - scrive il giudice - hanno impiegato un artificio consistente nel fare dichiarare ad Amiu un minore fabbisogno di risorse, tutto al fine di conseguire l'obiettivo concordato, ovvero finanziare l'Estate tranese. Amiu, dopo aver inutilmente tentato di recuperare i 500.000 euro dal Comune, lo ha convenuto in giudizio per conseguire il pagamento dell'intero importo, di cui assume di essere creditrice, allegando due titoli diversi e alternativi fra loro: in via principale, ha chiesto di accertare un debito residuo del Comune nella misura di 500.000 euro, quale saldo del corrispettivo dovuto per il servizio di gestione dei rifiuti per il 2005; in via subordinata, ha chiesto di accettarsi di avere girato ad Amet su disposizione impartita dal Comune, 500.000 euro necessari per sponsorizzare l'Estate tranese, chiedendone la restituzione con gli interessi».

«DOPPIA INFONDATEZZA»

Secondo il giudice, la domanda in via principale di Amiu è infondata «poiché il Comune ha documentato di avere integralmente corrisposto la somma di 6.450.000 euro, e la circostanza che nelle scritture contabili di Amiu non sia stato riportato il pagamento ricevuto dal Comune non scalfisce la prova documentale di estinzione dell'obbligazione da parte del Comune». Quanto alla pretesa di restituzione della somma da parte di Amet, essa viene ritenuta altrettanto infondata «poiché nella vicenda è comunque documentato l'effettivo pagamento eseguito da Amiu ad Amet, esisteva un accordo in tal senso, mentre non è provato il patto di restituzione».

LE PROSPETTIVE

Non è da escludere che Amiu impugni la sentenza in appello, ma, nel frattempo, chi coprirà quel mezzo milione che manca sui libri contabili? La sensazione è che torni a realizzarsi un disallineamento delle partite debitorie e creditorie tra Comune e azienda, che recentemente era stato colmato dopo le note vicende che avevano visto i conti del Comune nel 2015 finire sotto la lente d'ingrandimento, della Corte dei Conti e, l'anno successivo, determinare la non facile ricapitalizzazione di Amiu, all'epoca quasi sul lastrico.


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