Parallelamente al procedimento in corso a Bari, nella ramificazione della inchiesta a Trani, ove è il corso il giudizio di tre imputati, in due procedimenti diversi, è stato scarcerato Michele Regano, sottoposto all'abbreviato con Armando Presta, ristretto ai domiciliari. Lo ha disposto il Tribunale di Trani, sezione penale, con provvedimento del collegio composto dai magistrati Giulia Pavese, Paola Buccelli e Marco Marangio Mauro.
Regano era stato arrestato il 2 febbraio 2017, in esecuzione di un'ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere nell'ambito della prima delle due operazioni legate alla banda degli estorsori.
La prima misura era stata sostituita, il 9 ottobre, con gli arresti domiciliari con dispositivo elettronico e, nel periodo di esecuzione della misura indicata, l'imputato ha osservato puntualmente ogni prescrizione impostagli.
Tenuto conto del fatto che Regano è gravato unicamente da due precedenti penali, per violazione della legge sugli stupefacenti, e che ha optato per il rito abbreviato, così consentendo di pervenire ad una più rapida definizione del giudizio, secondo il collegio le misure cautelari si sono attenuate e possono essere salvaguardate con la misura meno afflittiva dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: Regano dovrà farlo il lunedì, mercoledì e venerdì di ogni settimana, dalle 20 alle 21.
Michele Regano è difeso dagli avvocati Claudio Papagno e Francesco Di Marzio.
