Tra gli aspetti positivi dei primi tre anni dell'amministrazione di Amedeo Bottaro, vi sono i circa 20 milioni di finanziamenti intercettati da più parti. Quello più importante, pari a 6 milioni concessi dal Governo, servirà per il completamento delle opere, tuttora non realizzate nel quartiere Sant'Angelo. Ma vi sono altri finanziamenti, di oltre un milione, che hanno riguardato biblioteca comunale, palazzo Beltrani, risanamento del litorale urbanizzato: in tutti questi casi quasi nulla si è ancora mosso dal punto di vista delle opere. L'unico finanziamento concretizzatosi è stato quello regionale per il parco di via Polonia, inaugurato a febbraio 2017: un raccolto troppo scarso rispetto a quanto seminato.
Bottaro ammette: «Un conto è ricevere un finanziamento, un altro porre in essere tutta l'attività successiva per cantierizzare e realizzare le opere. Queste sono cose che avverranno nei prossimi anni, ma, purtroppo, anche questo è il dramma di un sindaco: lavorare tanto e non vedere egli stesso il raggiungimento di alcuni risultati. Certamente, tante cose le stiamo anche sbagliando, ma resta una gran serenità per il fatto che si stia lavorando ed i frutti, prima o poi, arriveranno».
Il sindaco, intervenendo nei giorni scorsi ad un incontro pubblico in biblioteca organizzato dai Dialoghi di Trani, ha risposto anche ad una domanda che ha posto in correlazione il tema del festival letterario di quest'anno - «Paure» - con l'eventuale timore di un sindaco nell'amministrare una città, soprattutto come Trani, sede di Procura della Repubblica.
«Nessuna paura - è la risposta secca di Bottaro -. Se vuoi fare il sindaco, una buona dose di follia la devi avere, perché credo sia una delle cose più difficili e rispetto alle quali hai meno riconoscenza in assoluto. Nel mio caso, poi, avendo studiato tanti anni e facendo l'avvocato, credo nella giustizia e sento di operare sempre nel giusto. Di conseguenza, non posso avere paura di indagini o processi, nonostante sia consapevole del fatto che, spesso, le responsabilità siano anche indirette. Ma se un sindaco è in buona fede, ed amministra con attenzione, non ci può essere spazio per la paura. Certo, oggi certa politica si fa anche si fa anche con gli esposti, ma questo non significa che io debba avere paura. In fondo, la notte mi addormento sempre, e questo è un segno tangibile della mia serenità».

