Dieci anni di reclusione per Gianluca Napoletano, quattro per Gabriele Lorusso. Queste le richieste del pubblico ministero, Marcello Catalano, dopo una requisitoria di ben quattro ore, nell'udienza odierna del processo relativo all'omicidio di Biagio Zanni, avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 settembre 2015 in via Statuti marittimi, nei pressi di piazza Quercia.
Nell'udienza, oltre il titolare del fascicolo, che ha minuziosamente ricostruito l'intero accaduto di quella tragica notte, ha parlato anche l'avvocato Giangregorio De Pascalis, difensore della famiglia Zanni, costituitasi parte civile contro il solo Napoletano.
A questi, difeso dall'avvocato Antonio Florio, viene imputato il reato di rissa aggravata e concorso anomalo per reato diverso da quello voluto. A Lorusso, difeso dall'avvocato Gianluca Bucci, il solo reato di rissa aggravata.
Il prossimo 6 luglio la parola passerà agli avvocati delle difese e, in quella stessa data, potrebbe esserci la sentenza pronunciata dal presidente del collegio, Giulia Pavese, a latere Lucia Anna Altamura. Diversamente, la definizione del processo sarebbe rinviata al 20 luglio.
Da segnalare la presenza in aula, solitaria e silente, della mamma di Biagio Zanni. A quanto si è appreso, la donna ha seguito tutte le udienze, senza mai fare una piega, ascoltando attentamente ogni passaggio e mai senza tradire, almeno all'esterno, la minima emozione.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Zanni fu aggredito da un gruppo di persone a seguito di una frase fuori posto all'uscita di un locale. Sarebbe stato colpito da più di uno, anche con armi improprie, (casco da motociclista ed ingessatura del braccio), ma morì per le coltellate infertegli dal più piccolo di due fratelli minorenni.
A proposito di questi, il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale dei minorenni di Bari, Rossella Politi, ha già condannato a 10 anni di reclusione B.D., in quanto autore materiale dell'omicidio. Il giovane è stato riconosciuto, anche per sua stessa ammissione, come colui che inferse le coltellate mortali alla 34enne vittima.
La sentenza, giunta al termine del rito abbreviato del 29 aprile 2017, ha riguardato anche il fratello, B.A., oggi maggiorenne, per il quale il giudice ha disposto una sanzione pecuniaria di 200 euro per la mera partecipazione alla rissa, senza alcun'altra aggravante a suo carico. Il terzo minorenne coinvolto in quella rissa, B.G., dal novembre 2017 è sottoposto alla misura della messa alla prova.

