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Caso via Olanda, Ciliento: «Il Comune di Trani segue la vicenda passo dopo passo. Attendiamo provvedimento dell'autorità giudiziaria per lo sgombero»

«Gli occupanti di quell'appartamento dovranno, al più presto, andare via: siamo in attesa di un provvedimento dell'Autorità giudiziaria per lo sgombero forzoso di quell'immobile». Così l'assessore ai servizi sociali, Debora Ciliento, in merito alla sempre più spinosa vicenda della casa popolare occupata abusivamente in via Olanda, lo scorso 20 giugno, durante la degenza in ospedale del suo anziano assegnatario. Si tratta di un novantenne che, a seguito di una caduta, è stato ricoverato ad Andria e, durante la sua assenza, una famiglia è subentrata con la forza fra quelle mura.

Ciliento fa sapere che «il Comune di Trani e, in particolare, l'Ufficio servizi sociali stanno prestando la massima attenzione alla vicenda, nonché vicinanza al cittadino espropriato del suo diritto all'alloggio: l'assegnatario deve al più presto rientrare a casa sua, mentre gli occupanti non hanno alcun titolo a restarci. Gli uffici sociali - precisa l'assessore - hanno inoltrato una relazione dettagliata sia alla Prefettura, sia alla Compagnia dei carabinieri di Trani, in quanto destinatari della denuncia di uno dei figli per le ipotesi di violazione di domicilio, invasione di edificio e danneggiamento.

Ma la stessa Ciliento rivela, anche, un nuovo ed inquietante dettaglio: «Qualcuno, vicino alla famiglia dell'anziano assegnatario, potrebbe avere consigliato agli occupanti di entrare in quella casa. Un suggerimento maldestro, perché fatto senza sapere che, in questo caso, vi è una grossa differenza rispetto alle occupazioni di edifici pubblici vuoti, cui abbiamo assistito finora. Qui, infatti, entra in gioco la violazione della proprietà privata e, quindi, si innescano profili completamente diversi e penalmente rilevanti. Un grave errore - sottolinea l'assessore -, cui è necessario porre subito rimedio».

E non sarebbe da escludere che si apra, anche una nuova prospettiva legata alle conseguenze fisiche di quella caduta sull'anziano cittadino privato con la forza della casa: infatti, nonostante sia stato dimesso dall'ospedale, le sue condizioni non sarebbero eccellenti e, pertanto il suo rientro in quella casa non si esclude sia modo ostacolato da problemi che potrebbero anche consigliare soluzioni diverse. «In questo caso, però - precisa Ciliento -, la famiglia è tenuta a formalizzare la disdetta dell'assegnazione dell'immobile all'Arca, che lo assegnerebbe scorrendo le graduatorie al primo beneficiario utile, ma non certo a chi lo ha occupato illegalmente».

Anche l'assessore riafferma quanto già dichiarato ripetutamente dal sindaco, Amedeo Bottaro: «Nessuno, in questa vicenda, sta con le mani in mano, ma è anche vero che soltanto decisioni e interventi in piena sinergia potranno risolvere il problema, così da sgomberare quell'immobile e restituire all'assegnatario il sacrosanto diritto di tornare a casa sua»

Sta di fatto che l'unica azione congiunta che finora si era tentata, quella diplomatica, sembra essere naufragata: la denuncia non è stata ritirata e gli occupanti non sono andati via, o forse la denuncia non è stata ritirata proprio perché gli occupanti non sono andati via. Una sorta di cane che si morde la coda mentre il tempo scorre e i giorni passano. Incessanti.


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