Il calendario scorre inesorabile: con oggi sono tredici giorni e domani si celebrerà - si fa per dire - la seconda settimana di occupazione abusiva di una casa regolarmente abitata da un anziano, che ha avuto la sola colpa - si fa sempre per dire - di cadere, farsi male e finire in ospedale. Durante la sua degenza, una famiglia è entrata con la forza nella sua abitazione e, da lì, non si è più mossa.
Inutili sono state, finora, le trattative per convincere gli occupanti ad andare via. E, soprattutto, ancora nessun provvedimento, e di conseguenza nessuna azione di sgombero è stata posta in atto. I familiari sono sempre più provati da una sofferenza fisica, per il pendolarismo con Margherita di Savoia, dove adesso l'uomo si trova, e morale, per tutto quello che l'occupazione abusiva sta comportando.
E, a proposito di date, il prossimo 7 luglio sarà l'89mo compleanno dell'assegnatario di quell'appartamento rubatogli quasi sotto gli occhi e, per la prima volta, non potrà festeggiarlo a casa sua. A meno che, in questo breve lasso di tempo, le cose non cambino in maniera radicale.
Allo stato, in un silenzio sempre più imbarazzante, la famiglia si sente quasi abbandonata ed i giorni trascorrono con ritmo incalzante, senza che una vera e propria soluzione si sia ancora trovata. In quella casa ci sarà pure del disagio (una donna disabile, un'altra incinta, bambini), ma quello provocato dall'altra parte non ha eguali e resta, tuttora, impunito.
