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Processo Zanni, i difensori chiedono l'assoluzione di Napoletano e Lorusso. Il Tribunale di Trani emetterà il giudizio il prossimo 20 luglio

Assoluzione sia per Gianluca Napoletano sia per Gabriele Lorusso: queste le richieste che i rispettivi difensori hanno avanzato durante l'udienza, tenutasi oggi presso il Tribunale di Trani, penultima del processo Zanni, il cui epilogo è previsto il prossimo 20 luglio, con le repliche finali del pubblico ministero, Marcello Catalano, e la camera di consiglio per l'emanazione della sentenza.

L'avvocato Antonio Florio, difensore di Napoletano, ha spiegato che il suo assistito era intervenuto nella rissa che sarebbe costata la vita a Biagio Zanni, il 20 settembre 2015, per allontanare dal cuore del litigio il minore che avrebbe inferto alla vittima designata le coltellate mortali.

Napoletano è accusato di concorso anomalo in omicidio, ma per Florio è da assolvere perché, in quanto amico del fratello maggiore dell'autore dell'omicidio, non poteva sapere che il fratello minore portasse con sé un coltello, circostanza da cui nasce l'ipotesi del concorso anomalo.

Per quanto riguarda Gabriele Lorusso, il suo difensore, Luca Bucci, ha chiesto l'assoluzione perché avrebbe partecipato soltanto all'origine della lite, ma poi sarebbero entrati in scena gli altri ragazzi e Lorusso non avrebbe più fatto parte della rissa sfociata nel crimine. In altre parole, avrebbe rivestito in quell'episodio un ruolo del tutto marginale.

Assente la famiglia Zianni, presente il loro avvocato, Giangregorio De Pascalis, adesso si resta solo nell'attesa della definizione del giudizio.

Come si ricorderà, nell'udienza precedente, del 22 giugno, il pubblico ministero aveva chiesto 10 anni di reclusione per Gianluca Napoletano e 4 per Gabriele Lorusso.

Precedentemente, presso il Tribunale dei minori di Bari, si erano definite le condanne per gli altri responsabili della rissa: 10 anni di reclusione per B.D., in quanto autore materiale dell'omicidio; 200 euro per suo fratello B.A., oggi maggiorenne, per la mera partecipazione alla rissa, senza alcun'altra aggravante a suo carico. Il terzo minorenne coinvolto in quella rissa, B.G., dal novembre 2017 è sottoposto alla misura della messa alla prova.


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