C'è anche un ex consulente del Comune di Trani fra i professionisti oggetto di provvedimenti restrittivi dell'autorità giudiziaria, nell'ambito della maxi inchiesta della Guardia di finanza, in Basilicata, su concorsi e gare truccate, che ha determinato 22 arresti tra i quali, il più eccellente, quello del presidente della giunta lucana, Marcello Pittella.
Ai domiciliari, fra gli altri, c'è anche il professor Agostino Meale, 51 anni, che a dicembre 2003 entrò nello staff del sindaco Giuseppe Tarantini (insieme con l'ex amministratore delegato di Amet, Antonio Forte) come consulente ambientale.
Fu chiamato per assicurare un supporto giuridico in materia ambientale per la realizzazione dei seguenti obiettivi e progetti: intervento comunale in tema di cave; predisposizione della pianificazione delle attività economiche insediate ed insediabili sul territorio; individuazione, neutralizzazione e rimozione delle fonti inquinanti; controllo del rispetto delle normative di tutela ambientale; monitoraggio di tutte le situazioni di allarme e di degrado ambientale; armonizzazione delle competenze comunali con quelle della Provincia e della Regione.
Meale fu successivamente impegnato sul fronte della candidatura di Trani ad un impianto di termovalorizzazione, rilasciando anche un'intervista, a Radio Bombo, a gennaio 2014, nella quale motivò diffusamente vantaggi e praticabilità di quella soluzione che, in realtà, non si sarebbe mai realizzata.
Agostino Meale, che dal dicembre 1992 è professore universitario di ruolo, e dal 2009 ordinario di diritto amministrativo e avvocato cassazionista, è accusato di avere ottenuto incarichi legali da uno dei personaggi centrali dell'inchiesta lucana, Pietro Quinto, commissario dell'Asm di Matera, in cambio di agevolazioni alla carriera universitaria del figlio, Giuseppe Quinto.
In particolare, Meale avrebbe accettato di fare da relatore della tesi di laurea del figlio di Quinto, studente a Bari, lo avrebbe poi indirizzato per la pratica forense presso un avvocato amico e, infine, avrebbe dato la sua disponibilità a supportarlo nel dottorato di ricerca presso la propria cattedra.
