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«Zone economiche speciali», l'appello di un ex assessore: Trani rischia l'esclusione se non presenta la sua candidatura

È notizia di questi giorni, che la giunta regionale guidata dal governatore Michele Emiliano, sta esaminando una bozza di mappatura delle nuove "ZES" ( Zone economiche speciali ).

Dopo un lungo iter burocratico, si è finalmente giunti alla fase della programmazione, in attuazione di quanto previsto dal D.L. 91/2017 ,  cd. Decreto Sud, recentemente entrato in vigore.

Da una prima mappatura presentata anche dagli organi di stampa, le zone individuate sono le seguenti: Polo Foggia; Polo Barletta; Polo Taranto; Polo Grottaglie; Polo Bari; Polo Brindisi; Polo Lecce.

Nello specifico, assume particolare importanza per il nostro Territorio la mappatura del Polo di Barletta che la attuale programmazione limita ad una estensione di Ha 335 escludendo di fatto la vicina città di Trani che condivide sul territorio notevoli sinergie produttive. Distretto Calzaturiero, Distretto Lapideo, Distretto Agroalimentare.

Eppure, proprio il D.L. 91\217 esplicita che le caratteristiche di una ZES sono le seguenti: deve essere istituita all’interno dei confini statali, in una zona geografica chiaramente delimitata e identificata; può essere composta anche da aree territoriali non direttamente adiacenti, purché abbiano un nesso economico funzionate; deve comprendere un’area portuale, collegata alla rete transeuropea dei trasporti (TEN- T), con le caratteristiche stabilite dal regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013.

I benefici previsti comprendono agevolazioni fiscali e semplificazioni degli adempimenti, sia per le nuove imprese che per quelle già esistenti nella ZES.

È prevista inoltre l’applicazione, in relazione agli investimenti effettuati nella ZES, del credito d’imposta di cui all’articolo 1, commi 98 e seguenti, della legge 2015, commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti, entro il 31 dicembre 2020, nel limite massimo, per ciascun progetto d’investimento, di 50 milioni di euro.

Ebbene, in questi giorni leggo ancora una volta di sterili ed estenuanti tensioni politiche all'interno dell'amministrazione. Leggo di priorità da definire per gli ultimi 2 anni di governo, leggo di ennesime verifiche politiche da farsi.

Non è mia intenzione entrare nel dibattito politico, per ragioni di etica e correttezza non lo farò fino a quando questa amministrazione, di cui ho fatto parte, sarà in carica. Ma sento l'obbligo di ricordare che alla base della elezione di questa amministrazione vi era un programma, e quel programma al capitolo "sviluppo economico" parlava anche di attività finalizzate ad individuare Zone economiche speciali.

Già con le precedenti amministrazioni, non abbiamo saputo utilizzare altri strumenti di sviluppo quali la "Zona franca urbana", che poi ha visto le città vicine utilizzare a pieno.

La nostra economia, i nostri imprenditori, non capiscono e non possono aspettare i tempi della politica. Nel frattempo la vicina città di Barletta si candida ad un possibile riconoscimento economico che ha un enorme valore per lo sviluppo dell'economia locale.

Forse non è tardi, se tra le priorità vi fosse non una discussione politica, ma la volontà di organizzare, programmare , e partecipare. Se una volta tanto, ricordassimo al governatore Emiliano al quale questa città ha dato tanto al momento della sua elezione, che Trani non è solo una città da sacrificare (chiusura dell'ospedale), ma una città con tessuto economico che aspetta di essere rilanciato.

Ebbene, se una volta tanto mettessimo come priorità gli interessi della comunità, oggi forse avremmo ritrovato la città di Trani in quella bozza di mappatura all'esame della Regione Puglia.

Vorrei in ultimo ricordare che la regione formula la proposta di istituzione della Zes, indicando le caratteristiche dell’area identificata, ma è compito dell'amministrazione comunale sottoporre alla Regione il piano di sviluppo strategico a supporto della candidatura.

Angelo De Biase

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