Fino al 31 dicembre scorso, ultimo giorno di servizio del precedente custode, Tommaso Zecchillo, era stato lui ad adottare il palazzetto come un figlio, eseguendovi lavori di piccola manutenzione e facendosi carico di tanti interventi utili a tirare avanti più possibile, nella carenza di quelli strutturali del Comune.
Adesso, però dopo la sua quiescenza, e sono passati soltanto sei mesi, le cose sono sembrate precipitare progressivamente perché davvero ci si limita ad aprire, chiudere accendere, spegnere e pulire. E tutto questo, alla lunga, potrebbe non bastare più.
Per questo motivo sabato scorso, a margine dell'inaugurazione della pista di pattinaggio, il consigliere comunale di maggioranza Leo Amoruso, del Partito democratico, si è fatto a sua volta a carico «della necessità che l'amministrazione comunale faccia rientrare gli sportivi nel palazzetto - dice - dopo essere tornata a fare brillare la pista al suo esterno. Abbiamo fatto un piccolo briefing con i fruitori del palazzetto - riferisce - e riscontrato i tanti problemi che lo affliggono: il tetto ha perdite, l'illuminazione è da rifare, il parquet da tutelare».
Amoruso, peraltro, ricorda anche le cose positive, «dalla riapertura del campo di via Gisotti al bando già emanato per i lavori al campo Bovio. Ma adesso - riconosce - è il momento di dedicarci al palazzetto -. L'affidamento in gestione? È più di un'idea, e dobbiamo farlo anche per il tensostatico. L'importante è l'equilibrio, affinché i gestori consentano a tutti un equo utilizzo delle strutture loro affidate».


