Nessuna conciliazione: al Consiglio di Stato ci va anche l'impresa Manna, dopo che lo aveva fatto l'altra ditta di costruzioni Comercoop, che con questa formava l'Associazione temporanea di imprese di alcune delle edificazioni del contratto di quartiere Sant'Angelo.
Dunque, due procedimenti sulla stessa vicenda urbanistica arrivano all'ultimo grado di giudizio e, in entrambi, il Comune di Trani dovrà difendersi affidando l'incarico all'avvocato Emilio Toma, del Foro di Bari.
In ballo ci sono 1.161.000 euro, che il Comune richiede per oneri versati parzialmente o non versati per nulla, e sui quali vi è già stato un decreto ingiuntivo e sono pronte le azioni di aggressione degli immobili, nell'eventuale assenza del pagamento delle somme dovute.
Infatti il Tar Puglia, a fronte dei mancati pagamenti, il 14 luglio 2016 aveva emesso un decreto ingiuntivo nel con cui ordinava all'Ati Manna-Comercoop, di Barletta, il pagamento, in favore del Comune di Trani, di 1.161.000 euro, oltre interessi legali, spese e competenze del procedimento.
Da quel momento, però, le strade si dividevano: Manna puntava a negoziare; Comercoop prolungava il contenzioso e, difesa dall'avvocato Felice Eugenio Lorusso, proponeva ricorso alla sentenza del Tribunale amministrativo pugliese, impugnandola presso il Consiglio di Stato, per l'ottenimento dell'istanza cautelare, ottenuta la quale si attende adesso la sentenza di merito.
Al contrario, l'imprenditore Cosimo Damiano Manna, come dicevamo, aveva manifestato la disponibilità a riconoscere all'ente le pendenze dovute, evitando di prolungare un giudizio che avrebbe appesantito ulteriormente il contenzioso in atto da tempo. A fronte della mancata esecuzione del decreto ingiuntivo, il Comune di Trani aveva recentemente prodotto un atto di precetto nei confronti dell'impresa Manna, per aggredire alcuni immobili realizzati attraverso una procedura di esecuzione forzata.
Come dicevamo, la vicenda è quella degli oneri non versati, o parzialmente versati nel contratto di quartiere Sant'Angelo: dei tre soggetti attuatori, tutti con pendenze, c'è chi ha trovato l'accordo e sanato il debito (Graziano e Gramc), e chi ancora resiste: oltre Manna, vi è anche l'Impresa Scaringi, dalla quale il Comune attende il versamento di 2.083.000 euro.
Per recuperare tale credito, accertato sulla base di un'altra sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Puglia, diventata esecutiva, il Comune di Trani aveva già affidato un altro incarico all'avvocato Toma, per la formulazione dell'atto di precetto e conseguente, eventuale procedura di esecuzione forzata nei confronti dell'Associazione temporanea di imprese con a capo la Scaringi costruzioni, di Trani.

