Risale allo scorso 30 maggio l'ultimo rapporto proveniente dalla discarica di Trani, con riferimento alla concentrazione di metalli nelle acque prelevate dai pozzi al servizio dell'impianto chiuso da quasi quattro anni, vale a dire dal 5 settembre 2014.
Come sempre, le maggiori attenzioni sono riservate al pozzo P6v, che è il più vicino al luogo in cui si presume si avvenuto il cedimento della parete di cava con conseguente dispersione di percolato in falda. Ebbene, secondo quanto attesta la Arace laboratori, di San Severo, che esegue sistematicamente analisi e rapporti per conto di Amiu, il metallo più minaccioso da sempre in quel pozzo, il manganese, si è contenuto nella misura di 25,4 microgrammi per litro, contro i 50 previsti per legge. Pertanto, sia con riferimento a quel metallo, sia agli altri, il pozzo risulta rientrante nei limiti previsti dalle leggi vigenti.
L'altro pozzo di riferimento, il P2m, che si trova invece a monte, è quello nel quale si monitora costantemente la presenza di nichel: anche in questo caso siamo al di sotto della soglia, poiché è stato quantificato in 13,2 microgrammi per litro, contro i 20 previsti per legge. I rapporti, estesi a tutti gli altri pozzi della discarica di contrada Puro vecchio, fanno segnalare il rispetto dei limiti fissati dalla normativa.
Recentemente la discarica è stata anche oggetto di una visita, di tecnici dell'Ispra, che hanno rilevato criticità ma anche dato atto dei lavori che Amiu sta portando avanti in prospettiva della messa in sicurezza e bonifica della discarica.

