Cinquantatre anni complessivi di pena per i quattro imputati. È questo il bilancio del rito abbreviato chiusosi oggi, presso il Tribunale di Bari, a seguito dell'omicidio di Antonio Mastrodonato, il pregiudicato freddato in via Superga il 12 febbraio 2017.
Il giudice, Valeria La Battaglia, ha inflitto la pena più alta a carico di Giulio Vitolano, colui che materialmente sparò a Mastrodonato quel tragico pomeriggio, condannandolo a 16 anni e 6 mesi di reclusione.
Di poco inferiore la pena comminata ad Alessandro Corda e Albi Duda, riconosciuti suoi complici, per i quali sono stati disposti i 16 anni di reclusione a testa.
Alessandro Brescia, amico di Mastrodonato ed accusato del tentato omicidio di Vitolano, è stato invece condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione.
Il giudice ha escluso per tutti l'aggravante mafiosa, ma ha disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero affinché proceda, nei confronti di Corda e Duda, in relazione al concorso anomalo nel tentato omicidio di Alessandro Brescia, già riconosciuto a carico di Vitolano.
Dunque, per tre dei quattro imputati pene superiori a quanto richiesto dal pubblico ministero lo scorso 14 aprile. Nell'articolo di quel giorno, la ricostruzione dell'intera vicenda di cronaca e giudiziaria.
Vitolano era difeso dall'avvocato Raffaele Benfatto, di Lecce, Corda da Carlo Benini, di Ravenna, e Mario Malcangi, di Trani, Duda da Fedele Ferrara, di Pescara, Brescia da Claudio Papagno, di Trani. Le motivazioni della sentenza saranno rilasciate entro novanta giorni.







