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Ospedale di Trani, Tomasicchio scrive al sindaco: «Dimostri di amare la città ed impugni al Tar la delibera di chiusura del Pronto soccorso»

È in una lettera aperta al sindaco che il consigliere comunale Emanuele Tomasicchio ribadisce quanto detto nel corso della conferenza stampa tenuta nelle scorse settimane sull’ospedale di Trani chiedendo, sostanzialmente, di impugnare il provvedimento della Regione dinanzi al Tar. Di seguito il testo della lettera. 

***

Il sottoscritto Emanuele Tomasicchio […] quale cittadino residente nella città di Trani, quale utente del S.S.R. e quale Consigliere Comunale della Città di Trani,

premesso

- che dall'anno 2002 è cominciata la progressiva spoliazione dei Reparti, delle attrezzature e del personale dell'Ospedale " S. Nicola Pellegrino " di Trani a favore di quello di Bisceglie;

- che, sin dall’inizio, il piano appariva palesemente preordinato a favorire gli interessi della città di Bisceglie e del suo ospedale, di gran lunga inferiore, per strutture, mezzi e risultati, a quello di Trani, condiviso dai vertici della Regione Puglia ed accompagnato dalla insipienza di buona parte della classe dirigente tranese ;

- che il primo passo della predetta macchinazione è stato rappresentato dalla chiusura del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Trani;

- che, infatti, nell'Ospedale di Trani, sino ad allora, si eseguivano oltre mille parti l'anno ed a Bisceglie poco più di quattrocento e ciò nonostante la Regione deliberò di chiudere l'Ostetricia di Trani e lasciare aperta quella di Bisceglie;

- che, inoltre, il Pronto Soccorso di Trani funzionava a pieno regime ed in modo più che soddisfacente, senza alcuna possibilità di paragoni con quello di Bisceglie: dopo la chiusura di Ostetricia, altri medici  riferiscono che un dirigente ASL biscegliese avesse disposto o autorizzato i medici dell'Ospedale di Trani a non far transitare più i ricoveri ordinari dal Pronto Soccorso ma di effettuare i ricoveri direttamente nei reparti ( urologia, chirurgia, ortopedia etc. etc. ). La conseguenza fu che l'indice di utilizzo del Pronto Soccorso di Trani crollò verticalmente, mentre a Bisceglie, esso risultò ancora alto, proprio poiché i ricoveri continuarono ad essere effettuati passando dal Pronto Soccorso. Insomma, nella stessa ASL, in due ospedali a sette chilometri l'uno dall'altro, la Direzione Aziendale sembrerebbe avere impartito disposizioni opposte, con il risultato di alzare gli indici di funzionalità di un Pronto Soccorso ed abbassare quelli dell'altro ;

- che, inoltre, pare che negli atti regionali si parlasse di 4 posti di Rianimazione esistenti a Trani, mentre ce n’erano sempre stati 7;

- che, nel 2013 vengono comunicati al Programma Nazionale Esiti Agenas (sostanzialmente al Ministero della Salute) i numeri degli accessi ai Pronto Soccorso di tutte le ASL: secondo quanto denunziato anche alla Regione dal dott. Nicola Amicarelli (Responsabile dei Pronto Soccorso di Trani e di Bisceglie), del tutto inverosimilmente per Trani vengono dichiarati solo 1352 accessi al P. S. mentre Bisceglie "vola" a 31.065, superando persino Andria (che ha una popolazione superiore di quasi 50.000 abitanti). Peccato che Bisceglie, prima e dopo quelle comunicazioni, pare sia sempre stata stabile attorno ai 22.000 accessi all'anno ed Andria attorno ai 40.000. Peccato che, proprio in occasione della trasmissione di quei dati, la Regione abbia colto la palla al balzo e detto che non si potesse assolutamente tenere aperto un Pronto Soccorso con soli 1352 ricoveri. Peccato ancora che, dai dati del sistema informatico gestionale della ASL, Trani risultava - viceversa e sempre secondo il dott. Amicarelli -  avere avuto 10.000 ricoveri in più e Bisceglie 10.000 in meno. In sostanza, qualcuno potrebbe avere trasmesso alla Regione ed al Ministero dei dati fasulli, togliendo 10.000 ricoveri a Trani ed aggiungendoli a Bisceglie, in disparte la non verosimiglianza dei dati inerenti il Pronto Soccorso di Andria.

Così, anno dopo anno, Trani è stata spogliata dei propri reparti ed oggi, vede la giunta regionale deliberare la chiusura persino del Pronto Soccorso.

Tuttavia, in questi giorni il sottoscritto è venuto in possesso di documenti importanti che avrebbero dovuto da tempo indurre ASL BAT e Regione Puglia ad adottare provvedimenti urgenti  sul punto ed a rivedere le proprie decisioni. Nel 2017, infatti, i Carabinieri dei Nas hanno effettuato due ispezioni, una al Pronto Soccorso di Bisceglie ed una a quello di Trani:

Ebbene, quello di Trani risultava in perfetta regola, completamente a norma e con attrezzature ed ambienti nuovissimi ed in piena efficienza. Viceversa, quello di Bisceglie presentava notevoli criticità, non aveva e non ha la  "camera calda ", pare non avere la stanza triage, le vie di fuga ed è pacificamente ubicato al di sotto del livello stradale.

A questo punto sorgono imperative alcune domande inquietanti: Cosa hanno fatto la direzione della Asl Bt e la Regione Puglia (per quanto di rispettiva competenza e responsabilità) dopo aver ricevuto questi verbali con la segnalazione di queste gravi criticità? Come si è potuto lasciare operativo il pronto soccorso di Bisceglie? Regione, Asl Bt ed assessorato alla salute hanno ricevuto la nota del dottor Amicarelli?

In caso di risposta negativa, cosa hanno fatto Regione Puglia, assessorato alla salute ed Asl Bt dopo la nota del dottor Amicarelli denunciante la (a tacer d’altro) erroneità dei dati trasmessi all’Agenas? È stata disposta una indagine interna per verificare chi avesse trasmesso quei dati? E per quali ragioni fossero stati trasmessi con così grossolane distorsioni?

Il pronto soccorso di Trani 1352 interventi li fa nel solo mese di agosto…. Come si fa a chiudere un pronto soccorso a norma lasciandone aperto uno che non sembra tale?

La Regione ha appena adottato la delibera che dispone la chiusura del Pronto Soccorso di Trani e tutti i dati che ho or ora citato sono emersi oggi, almeno per Lei: a questo punto, allora, io la invito, signor sindaco di Trani, a dimostrare coraggio e ad impugnare quella delibera della Regione davanti al Tar per impedire che Trani rimanga senza pronto soccorso! La città non si fa imbambolare dalle ennesime ed inattuabili promesse della Regione…

La delibera è la n. 583 del 10 aprile 2018 e può essere ancora impugnata con richiesta di sospensiva. Signor sindaco, io la sfido ad impugnare questo provvedimento se davvero vuole difendere la sua città! Altrimenti, tutti sapranno cosa pensare di lei e della sua amministrazione.

Vediamo se ha più a cuore la salute dei suoi concittadini o gli interessi di bottega di qualcun altro...

Il sottoscritto, per quello che lo riguarda, farà la sua parte.

Gradisca cordiali saluti

Emanuele Tomasicchio


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