Un normale primo mattino al porto di Trani. Non sono ancora le 7, una donna fa jogging nell'area pedonale dalla quale, all'improvviso, si muove un uomo con un ciclomotore: si avvicina ad un altro, fermo davanti al suo motocarro, e gli spara contro un primo colpo da brevissima distanza ferendolo di striscio. Procede per qualche metro, fa inversione e fa partire un secondo colpo, mancandolo. Mentre fugge transita una vettura, passa anche un'altra persona a piedi ma nessuno sembra noti nulla.
Il feritore, Daniele Franceschina, di 40 anni, come abbiamo riferito ieri, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, porto illegale di armi da fuoco e altro. Decisivo il coraggio della vittima designata, un pescatore 46enne che ha avuto la forza di andare a denunciare l'accaduto ai carabinieri, nonostante questi, in un primo momento avessero quasi diffidato delle sue dichiarazioni.
Resta una sensazione di sbigottimento di fronte alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che documentano la disinvoltura con cui il responsabile gira in lungo e in largo con il suo ciclomotore, mentre la gente passeggia e le vetture transitano.
Il suo modo di impugnare l'arma e sparare appare alquanto maldestro, poiché manca la vittima persino da distanza ravvicinata. Ma agire così quando è già giorno, e fra la gente, è un segnale che certamente non incoraggia in prospettiva di una città più sicura.



