A poche centinaia di metri dal luogo del tentato omicidio di lunedì scorso al porto di Trani, all'esito del quale i carabinieri hanno arrestato il responsabile, il 40enne Daniele Franceschina, il 20 settembre 2015 veniva ucciso Biagio Zanni dalle coltellate infertegli da un minore condannato a 10 anni di reclusione.
Faceva parte di un gruppo che si avventò contro Zanni, composto anche dal fratello minore del responsabile, condannato ad una sola pena pecuniaria, ed un altro minore per il quale è stata disposta la messa alla prova. Nella rissa anche due maggiorenni per i quali oggi, venerdì 20 luglio, ci sarà la sentenza di primo grado emanata dal Tribunale di Trani.
Il pubblico ministero, Marcello Catalano, ha chiesto dieci anni di reclusione per Gianluca Napoletano e quattro per Gabriele Lorusso. Al primo di questi, difeso dall'avvocato Antonio Florio, viene imputato in reato di rissa aggravata e concorso anomalo per reato diverso da quello voluto. A Lorusso, difeso dall'avvocato Gianluca Bucci, il solo reato di rissa aggravata. I due legali hanno chiesto, a loro volta, l'assoluzione dei rispettivi assistiti.
L'avvocato Giangregorio De Pascalis è, invece, il difensore della famiglia Zanni, costituitasi parte civile contro il solo Napoletano. La sentenza sarà pronunciata dal presidente del collegio, Giulia Pavese, a latere Lucia Anna Altamura.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Zanni fu aggredito da un gruppo di persone a seguito di una frase fuori posto all'uscita di un locale. Sarebbe stato colpito da più di uno, anche con armi improprie, (casco da motociclista ed ingessatura del braccio), ma morì per le coltellate infertegli dal più piccolo di due fratelli minorenni.
