Potrebbero bastare appena 55.000 euro per pagare tutte le sedute dei consigli comunali e commissioni consiliari del 2018.
Per il momento, il dirigente della Prima area, Leonardo Cuocci Martorano, ha determinato tale impegno di spesa, per una non meglio precisata «parte del 2018».
Tuttavia, non avendo previsto una effettiva decorrenza, si può presumere, che tale somma sia in grado di coprire l'intero anno solare.
Prova ne sia il fatto che, con riferimento al 2017, lo stesso dirigente aveva impegnato gli stessi 55.000 per le sedute tenutesi da aprile a dicembre. In quel caso si trattava di nove mesi su dodici, ma, poiché frequenza e numero delle sedute potrebbero essere scesi, la somma impegnata in questo nuovo esercizio finanziario potrebbe essere ritoccata, ma persino essere sufficiente a coprirlo interamente.
Le sedute dell'assemblea, nel corso del 2018, sono state finora sei, ma soprattutto sono decisamente calate quelle delle commissioni, a conferma dell'autoregolamentazione che i consiglieri comunali si sono dati, nonostante l'abolizione del tetto disposto dal commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, che aveva disposto di non tenere più di una commissione consiliare la settimana.
Eppure basta tornare indietro di qualche anno, per esempio al 2014, per ritrovare liquidazioni di tenore decisamente superiore. Infatti, quattro anni fa, i costi mensili dei consiglieri oscillavano intorno ai 25.000 euro. Ciò significa che, sempre solo fino a qualche anno fa, si liquidavano complessivamente 300.000 euro l'anno, mentre adesso la spesa si contiene fra un quinto ed un sesto.
Peraltro, tenendo conto del costo unitario del gettone, pari a 73,79 euro, nessun consigliere raggiunge più il limite massimo, previsto per legge, di 1127,17 euro mensili, pari ad un quarto dell'indennità mensile attribuita al sindaco: una volta, per raggiungerlo, bastava partecipare ad almeno quindici sedute fra consigli e commissioni: ieri era quasi un gioco; oggi un'impresa quasi matematicamente impossibile.
