Sei opere in concorso ed un compito più che mai difficile, per la giuria, nella scelta del vincitore. La decima edizione del Giullare, oltre che essere stata quella della doppia cifra e dei due lustri, effettivamente ha dato spazio a compagnie di tutto rilievo, provenienti da ogni parte d'Italia: Latiano; Roma; Monza; Rivarolo Canavese; Livorno; Milano.
Uno solo sarà il vincitore assoluto, anche se poi ci saranno riconoscimenti, individuali e non, per rendere il giusto tributo a tutti coloro che si sono esibiti nella settimana del festival nazionale «contro tutte le barriere» che sta per chiudersi.
A decretare i verdetti la giuria formata da Maria Elena Germinario, attrice e regista, Mario Francavilla, attore e regista, Giuseppe Del Curatolo, vignettista e regista, Beppe Sbrocchi, regista, Felice Di Lernia, antorpologo ed assessore alle culture del Comune di Trani.
Oggi, domenica 22 luglio, a partire dalle 21 al centro Jobel, in via Di Vittorio, con ingresso libero, è in programma la serata conclusiva per la proclamazione dei vincitori, condotta dal duo comico Marco e Chicco. Tra gli altri ospiti, ecco i più attesi: Antonella Ferrari, attrice; Francesco Brizio (in arte Brazzo), cantante rapper; Lorena Ziccardi, giocatrice della Nazionale italiana femminile di basket in carrozzina; Raffaelle Marsella e Niccolò Barletta, del progetto Eschiatià musica, fra tradizione e diversità; Giuseppe Trieste, presidente di Fiaba Onlus, ente che ha sostenuto la prima edizione del Giullare; alcuni protagonisti del film “Tiro libero”, diretto da Alessandro Valori.
Ieri sera l'ultima opera in concorso, proveniente da Milano, è stata “Una star da tre soldi”, a cura del circolo culturale giovanile Porta Romana onlus, per la regia di Alessio Corini. La rappresentazione, molto liberamente ispirata all’Opera da tre soldi, di Bertolt Brecht, racconta di Polly Peachum, una povera ragazza dei sobborghi londinesi, che ha l’occasione della vita per diventare una star della tv. Ma deve affrontare le ostilità di familiari e amici profittatori, per scoprire che «un mondo che ti obbliga a essere cattivi con gli altri per essere felice, è un mondo che non funziona e bisogna renderlo diverso, non rendere diverse le persone che lo abitano».






