La richiesta di rimozione dell'Amministratore unico di Amiu, Alessandro Guadagnuolo in quanto rinviato a giudizio in un procedimento penale, per effetto di quanto disposto dalla Carta di avviso pubblico vigente al Comune di Trani, ha scatenato uno scontro politico-istituzionale tra il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle ed il presidente dell'assemblea, Fabrizio Ferrante.
Antonella Papagni e Luisa di Lernia, portavoce grilline in consiglio, avevano richiesto l'inserimento, nella seduta in programma oggi, venerdì 28 luglio, alle 16, una mozione che richiamasse il sindaco, in quanto rappresentante del socio unico di Amiu, all'osservanza di quel codice etico revocando in autotutela l'Au dell'ex municipalizzata.
«La collega Di Lernia ha presentato quella mozione per tempo e nei modi richiesti dal regolamento comunale - scrive Papagni -, ma il presidente Ferrante l'ha "dirottata" al segretario generale, evocando problematiche procedurali che avrebbero impedito la messa all'ordine del giorno della mozione, quasi come se un cavillo fosse più importante di un principio di chiarezza e trasparenza nei confronti dei cittadini tranesi. Il presidente si è comportato, purtroppo - commenta l'ex candidato sindaco -, creando ostruzionismo per non presentare mozioni scomode e non frazionare ulteriormente una maggioranza che, ad ogni voto, chiede qualcosa in cambio. Se si pensa di insabbiare la nostra richiesta di chiarezza - concludono -, che siamo sicuri avrà ulteriori sviluppi in altre sedi, ci si sbaglia».
A stretto giro di posta è giunta la replica di Fabrizio Ferrante: «Se rispettare le regole e fare il proprio dovere significa essere “arroganti”, allora sono contento di esserlo. Il mio compito è curare l’iscrizione all’ordine del giorno delle proposte verificandone i requisiti. La mozione è stata protocollata il 19 luglio, neanche un giorno prima della convocazione per il 27 luglio».
La mozione contiene motivi d'urgenza, «ma questa è possibile - spiega Ferrante - solo in presenza dei scadenze dettate da leggi, bandi, convenzioni, nocumento per l’ente. Ciononostante, mi sono premurato , praticamente in tempo reale, di inviarla al segretario per la valutazione di ammissibilità, come da prassi. E tale richiesta - precisa - avrebbero dovuto farla le proponenti la mozione, non il sottoscritto che, dunque, non ha insabbiato proprio nulla. Il segretario - riferisce il presidente - mi ha confermato che la mozione , così come presentata, era “distonica sia rispetto alla premessa, sia al regolamento di consiglio". Ne hanno presentata un’altra, modificata rispetto alla prima: se ammissibile, verrà inserita nella prossima seduta».


