Sarebbe dovuta essere la scuola materna alla fine del quartiere di Pozzo piano, ma non fu mai completata e così, al suo posto, furono adottati i locali al piano terreno di un immobile realizzato in via Tolomeo da un impresa privata: il costruttore rilasciò quegli ambienti al Comune di Trani quale quota servizi nell'ambito del suo progetto edificatorio.
Oggi, quindi, alla fine di corso don Luigi Sturzo, resta quel cancello a murare la strada, che sarebbe dovuta proseguire, e ad occultare la vista di un rudere abbandonato da venticinque anni, e che fa perfettamente il paio con quello di via Di Vittorio, nel quartiere Stadio, anch'esso destinato a scuola materna e mai completato.
L'altra mattina vi si è recata, per un sopralluogo, Anna Barresi, consigliere comunale eletta nelle file della maggioranza e adesso indipendente, scoprendo per la prima volta lo stato dei luoghi e rappresentando pubblicamente le condizioni di abbandono e degrado in cui versa, ed i rischi che ne conseguono.
«Sono riuscita ad entrarvi grazie alla gentilezza e cortesia dei proprietario confinante - rivela Barresi -. Quella struttura è abbandonata dal lontano 1993, ha un'estensione di circa 300 metri quadrati e si presenta nel degrado totale, sfociato nello sviluppo autonomo di una vegetazione selvatica così folta che si è impadronita dello stabile».
A detta di Barresi, «che la vegetazione e le sterpaglie coprano la struttura è forse il pericolo minore, ma la preoccupazione maggiore è che quei folti arbusti selvaggi nascondano, oltre tanta immondizia, anche ratti, serpenti ed altri animali».
La domanda retorica della consigliera è «come hanno potuto fare le vecchie e la nuova amministrazione a non avere visto questo scempio, lasciando senza risposte le richieste di bonifica avanzate nel tempo dai residenti. Gli amministratori pubblici sono molto attenti e bravi quando a seguito di ordinanza, obbligano i privati a tenere puliti i loro fondi da sterpaglie ed erbacce per evitare il danno alla salute pubblica, ma mettono la testa sotto la sabbia quando gli adempimenti riguardano loro».
Peraltro, una parziale bonifica fu eseguita il 13 giugno 2016, a cura del proprietario del terreno confinante, ottemperando all' ordinanza antincendi che dispone la rimozione di sterpaglie entro il 15 giugno. Quella bonifica, però, resto parziale perché il Comune di Trani non avrebbe mai provveduto ad eseguire la sua.
«Infatti - fa sapere Barresi -, ho dovuto più di una volta sollecitare l’intervento degli amministratori locali e molti, non mi vergogno a dirlo, non conoscevano neanche l’esistenza di quel sito, né che fosse proprietà del Comune. Così ho interessato alla vicenda i vertici dell'Asl Bt, che effettueranno i dovuti sopralluoghi e, dopo, emetteranno in danno del Comune l’ordinanza di procedere all'immediata bonifica del sito».
Resta impossibile stabilire se, e quando, la struttura sarà ultimata. Ma questa diventa decisamente un'altra storia e forse, sempre alla luce di quanto non accaduto in via Di Vittorio, sembra di comprendere già come andrà a finire.







