Il Comitato feste patronali si prepara a realizzare un'autentica operazione trasparenza: infatti, nei prossimi giorni, diffonderà ufficialmente entrate e uscite della festa di San Nicola il Pellegrino, da poco archiviata, per informare la cittadinanza in maniera dettagliata su come i festeggiamenti per il santo patrono si saranno articolati.
Allo stato il presidente del ricostituito organismo, Gianfranco Di Toma si limita a ringraziare la città «per la fiducia mostrata nei nostri confronti. In nove abbiamo girato Trani in lungo e largo alla ricerca di oblazioni, trovandone soprattutto fra le attività commerciali. Abbiamo avuto meno di un mese per preparare la festa, poiché le nostre nomine si sono formalizzate ai primi di luglio, per le aziende non abbiamo avuto tempo mentre la cittadinanza privata non ha risposto granché non perché non volesse, ma perché non siamo riusciti a coinvolgerla sempre a causa del poco tempo a disposizione».
Il Comune di Trani ha impegnato 30mila euro lordi, che deve ancora liquidare, mentre una bella novità sono stati i contributi provenienti dalle parrocchie: «Ciascuna - fa sapere Di Toma - ha concorso in maniera significativa alla realizzazione degli eventi della festa patronale, e confidiamo che il prossimo anno, sempre nelle parrocchie, si tenga anche una raccolta fondi pro San Nicola».
Non sono mancate le critiche di molti cittadini, con riferimento alla qualità dei fuochi pirotecnici, ritenuti non all'altezza, e delle luminarie, per alcuni insufficienti e, per altri, poco attrattive. «Ma noi le critiche possiamo accettarle solo da chi, effettivamente, ha contribuito - dice Franco Pagano, componente del comitato -, ma facciamo fatica a comprendere quale senso abbiano le censure di chi non ha contribuito neanche versando un solo euro».
Fra gli esempi virtuosi, la busta con offerta proveniente da un 30enne cameriere tranese residente a Milano: causa lavoro non è potuto neanche scendere a Trani, ma, tramite la famiglia, ha fatto pervenire un «pensiero» molto gradito. Il presidente Di Toma, allo stesso modo, ringrazia la comunità argentina di Buenos Aires, che a sua volta ha donato il costo della diana domenicale.
Infine, San Nicola trasportato in mare dalla motovedetta della Guardia costiera, una scelta di rottura per voltare pagina e sperare che il prossimo anno le cose cambino: i comandanti dei motopescherecci facevano a gara per farsi pagare, ma in realtà il senso di una festa patronale è che siano loro a versare un'offerta per portare San Nicola sul ponte. Per l'anno prossimo si ipotizza una richiesta di manifestazioni di interesse.



