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Estate di Trani, per “Fuori museo” Fabrizio Moro infiamma piazza Duomo. E ricorda i nostri eroi e Stefano Cucchi

È stato aperto da alcuni gruppi musicali il concerto di Fabrizio Moro, ieri sera in piazza Duomo, mentre fremeva tra il pubblico, prevalentemente giovanile, l’attesa per il cantante romano, fresco vincitore di Sanremo. E proprio un cantante di una delle band che si è esibita ha ricordato che Moro era già stato a Trani, nel 2010, in piazza Quercia, come più tardi ricorderà egli stesso dal palco.

Molte ragazze erano assiepate nei pressi di piazza Duomo sin dalle prime ore del pomeriggio ed è stata premura degli organizzatori, peraltro, ripulire quella zona in cui erano stati gettati rifiuti, per lo più resti di vivande. A presidiare il concerto, oltre che molte forze dell’ordine, anche gli uomini e i mezzi di Trani soccorso, presenti a tutti gli appuntamenti di “Fuori museo”.

Tanti i pezzi cantati da Moro, nato nel 1975 in una borgata romana ed “esploso” artisticamente molto giovane, già nel 1996: Tutto quello che volevi, Soluzioni, Tu, È solo amore, Alessandra sarà sempre più bella, Il peggio è passato, La complicità, L’eternità, Sono anni che ti aspetto, L’inizio, Ognuno ha quel che si merita, Giocattoli, Da una sola parte, L’indiano, Sono solo parole (famosa nell’interpretazione di Noemi), Eppure mi hai cambiato la vita, Portami via, Parole rumori e giorni, Libero, Sono come sono, Pace.

Molti i pezzi che parlano delle difficoltà quotidiane «Che valore sto dando al futuro se sono in ritardo / come mai che il passato di un uomo sta dentro al suo sguardo / Ho bisogno di soluzioni soluzioni a quello che non so», «Tu, che hai occupato la tua casa popolare /  Tu, la tua ragazza calabrese da sposare / E tuo padre non ti ha spiegato bene il modo di campare / Tu, che non hai mai capito il peso dei tuoi passi / Senza progetti nel cassetto». Lo stile delle sue canzoni è chiaro, diretto.

Non è mancata la canzone che ha vinto il Festival di Sanremo 2018, Non mi avete fatto niente (sul palco dell’Ariston, cantata in coppia con Ermal Meta).

Sul palco era stato installato uno schermo che proiettava delle immagini, come quelle degli eroi italiani: i giornalisti, i magistrati, gli innocenti morti ammazzati per mafia mostrati anche nel video di Pensa, la canzone che più di tutte lo ha fatto conoscere al pubblico, grazie alla vittoria della sezione Giovani del Festival di Sanremo 2007.

Emozionante il momento in cui Fabrizio Moro ha cantato Fermi con le mani, la canzone dedicata a Stefano Cucchi, così introdotta: «Non si sa come sia morto ufficialmente. Ma la verità è che è stato pestato. Il confine che c’è tra quello che sappiamo e quello che facciamo finta di non sapere è sottile. Io dedico questa canzone a sua sorella Ilaria che oggi è un grande esempio di speranza e coraggio per ognuno di noi». I presenti al concerto hanno mostrato delle foto di Stefano e sullo schermo è stata proiettata la foto del ragazzo con il volto tumefatto. Una canzone di denuncia che racconta di coraggio, il coraggio di una donna, Ilaria, che non vuole arrendersi nel cercare la verità sulla morte di suo fratello, e che chiede giustizia dal 2009.

Sul palco Moro ha sprigionato energia e vitalità e non ha scontentato i suoi ammiratori.

Il cantante è stato accompagnato da Claudio Junior Bielli a pianoforte, tastiere e programmazioni; Roberto Maccaroni, chitarra e cori; Danilo Molinari alla chitarra; Alessandro Inolti alla batteria; Andrea Ra, basso e cori.

Il concerto faceva parte della rassegna Fuori museo – Eventi d’estate 2018 della Fondazione Seca in collaborazione con il Comune di Trani e la partnership di Fondazione Megamark, Università Lum Jean Monnet, Luce Music Festival e Love Fm. Domani, nuovo appuntamento con lo spettacolo di Enrico Brignano, “EnriComincio da me”.

Federica G. Porcelli


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