Ferro oltre i limiti nel pozzo Cb01. E così, a distanza di molti mesi dall'ultimo problema rilevato dai pozzi al servizio della discarica di Trani, chiusa da quasi quattro anni, nel rapporto dello scorso 29 luglio tornano ad emergere problemi di inquinamento da metalli nella falda acquifera.
Nel pozzo in questione la Arace laboratori, di San Severo, che effettua periodicamente prelievi e analisi di campioni d'acqua dai pozzi rilasciando sistematici rapporti, ha accertato che si è in presenza di 298 microgrammi per litro, contro i 200 previsti per legge. Il risultato va anche oltre l'oscillazione, di più o meno 60 microgrammi, prevista come margine di tolleranza e, pertanto, rende il risultato non conforme rispetto a quanto previsto per legge.
Nello stesso pozzo anche i solfati fanno segnare una quantità superiore rispetto al limite di legge, vale a dire 253 microgrammi per litro contro 250, ma in questo caso il limite di tolleranza, di 30, fa rientrare quel valore nei limiti previsti. Analogo risultato emerge dai solfati nel pozzo P11v, con un rapporto di 281 microgrammi per litro, contro 250, ed un margine di tolleranza di più o meno 34, che fa rientrare a stento il valore nel limite di legge.
Non sono invece preoccupanti i valori nei due pozzi da sempre maggiormente controllati per la loro importanza strategica rispetto all'incidente che determinò la chiusura della discarica: al pozzo P6v, il più vicino alla zona in cui si ebbe un cedimento della membrana protettiva, con conseguente dispersione di percolato in falda, il manganese è presente nella quantità di 20,3 microgrammi per litro contro i 50 previsti per legge; al P2m, posto a monte ed in linea con il pozzo precedentemente citato, l'altro metallo particolarmente monitorato, il nichel, chiude a 14,5 microgrammi per litro contro 20.
Il ferro oltre i limiti nel pozzo Cb01 sembra non sia un incidente di percorso, poiché il valore oltre misura è presente anche nel precedente rapporto del 5 luglio, attestandosi a 274 microgrammi per litro contro 200, ben al di sopra anche del margine di tolleranza di più o meno 55 microgrammi. Nello stesso pozzo, anche in questo caso solfati «borderline» con 251 microgrammi per litro contro 250, e rientro nei limiti grazie al margine di tolleranza di 11.
Le attività di monitoraggio sulla discarica di Trani avvengono ininterrottamente dal giorno della chiusura ad oggi e, per la verità, già si effettuavano quando il sito di Contrada puro vecchio era regolarmente in esercizio. Due lotti della discarica sono parzialmente coperti, si emunge percolato in grandi quantità e, nonostante ciò, ogni tanto si registra qualche sforamento.
Nel frattempo sono da poco partiti i lavori del piano di caratterizzazione, finanziato dalla quella stessa Regione Puglia che si appresta a pagare, con 5.800.000 euro, quelli di messa in sicurezza e copertura definitiva dei lotti. Amiu, dopo avere effettuato una gara ad evidenza pubblica, ha stipulato con l'Ati Romanazzi-Boscia un contratto per progettazione esecutiva, direzione lavori, coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione della messa in sicurezza dei tre lotti della discarica, nonché completamento impiantistico comprese vasche e impianti di trattamento delle acque meteoriche, serbatoio di stoccaggio del percolato e altro.

