«Quello che abbiamo compiuto in giunta è l'ultimo, ulteriore sforzo di un percorso che viene da lontano e che, nel momento in cui il finanziamento regionale sarà erogato, ci permetterà di concretizzare la svolta che già da tempo abbiamo impresso alla discarica di Trani, dichiarata pericolosa e chiusa nel 2014 e che adesso stiamo realmente mettendo in sicurezza prima della sua definitiva bonifica e chiusura». Così l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, a margine dell'approvazione del progetto esecutivo per la copertura definitiva dei tre lotti dell'impianto di contrada Puro vecchio, da candidare ad un finanziamento regionale di 5.800.000 euro.
Era stata la stessa giunta comunale, nell'approvare il primo atto di indirizzo per la candidatura di Trani al finanziamento, a dare atto del fatto che «la discarica, di proprietà interamente pubblica, ha fatto verificare da marzo 2014 criticità consistenti, soprattutto, nella perdita di percolato a causa del cedimento strutturale della barriera impermeabilizzante ad una profondità di circa sette metri dal piano di abbancamento dei rifiuti. In seguito a tali problemi, la Regione Puglia ha revocato l'Autorizzazione integrata ambientale dopo avere disposto la chiusura cautelativa della discarica (che dal 5 settembre 2014 non ha più riaperto,n.dr.)».
Per affrontare e risolvere le enormi criticità, il Comune ha aderito all'avviso pubblico regionale per reperire fondi per la messa in sicurezza di emergenza permanente e bonifica della discarica, ma non è tutto. Infatti, di Gregorio ricorda anche che «è già in corso l'intervento relativo al piano di caratterizzazione, anche interamente finanziato dalla Regione Puglia nella misura di 409.000 euro, e che nel frattempo abbiamo candidato l'ex ricicleria, annessa alla discarica, alla riconversione in impianto di trattamento recupero della plastica. È un ventaglio di interventi importanti per la valorizzazione ulteriore di quel sito - conclude di Gregorio -, senza mai prescindere della assoluta certezza della chiusura della discarica, senza "se" e senza "ma"».
