Il commissario ad acta adotta gli stessi piani urbanistici esecutivi rilasciati dalla giunta comunale quando già si era insediato e, probabilmente, l'esecutivo dovrà fare retromarcia e revocare le sue delibere in autotutela.
Accade per due grandi comparti alla periferia della città, vale a dire il 6 ed il 14, rispettivamente al termine di via Borsellino e nell'area prospiciente via Monte d'Alba e via Superga. Coprono complessivamente un'area di circa 210.000 metri quadrati, 86.000 dei quali saranno destinati a servizi pubblici e ceduti gratuitamente dal Comune mentre la parte restante destinata ad edifici residenziali, attività commerciali e tutte le altre attività terziarie connesse alla residenzialità.
Lo scorso 21 febbraio la giunta aveva approvato i Pue di queste due grandi aree insieme con un terzo, relativo al comparto 24. Tuttavia, lo scorso 20 giugno, l'ingegner Vincenzo Guerra, commissario ad acta nominato dalla Regione Puglia, ha eseguito due ordinanze del Tribunale amministrativo regionale, emanate il 18 maggio.
Nel suo doppio provvedimento il Tar ha accolto i ricorsi dei proponenti i piani urbanistici esecutivi contro il Comune di Trani, non costituito in giudizio per la nomina, del commissario ad acta. I ricorrenti, difesi dall'avvocato Giacomo Tarantini, lamentavano una presunta, indebita sovrapposizione, da parte della giunta, ad un procedimento già istruito dal commissario e che potrebbe essere pazze ai proponenti dei Pue più confacente alle loro aspettative rispetto a quanto, invece, deliberato dall'esecutivo.
Le adozioni del commissario ad acta saranno depositati per quindici giorni consecutivi presso l'Ufficio di segreteria comunale del Comune di Trani, in libera visione al pubblico. Entro questo termine, pertanto, si potranno produrre osservazioni scritte, depositandole presso Palazzo di città.
La giunta aveva approvato quei due Pue ritenendo di avere anticipato le mosse del commissario ad acta e, dunque, vantando la riappropriazione del diritto di pianificare l'urbanistica sul suo territorio. In realtà, i successivi sviluppi fanno capire che si sia in presenza di adozioni conflittuali, e quelle della pubblica amministrazione potrebbero, come detto, essere oggetto di un dietrofront.
I lunghi silenzi serbati dal Comune di Trani non da oggi si sono tradotti in adozioni, prima, e approvazioni, poi, di piani urbanistici esecutivi da parte di commissari ad acta. Lo stesso è accaduto, recentemente, per il comparto di via Istria, tra corso Manzoni e Piazza Dante, e quello tra via Pugliese, via delle Forze Armate e strada statale 16 bis: entrambi sono stati appannaggio di un professionista esterno, dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Bari.
Un altro importante comparto, il 37, fra via Falcone, viale Padre Pio e corso De Gasperi, oggetto di una proposta di nuova perimetrazione. Era stato adottato da commissario ad acta e poi approvato in consiglio comunale, subendo tuttavia una robusta modifica a seguito di un emendamento approvato dall'aula nonostante il parere non favorevole del dirigente: adesso, su quel provvedimento, pende un ricorso al Tar da parte dei proponenti il Pue.
