«Ieri mi hanno offerto la candidatura a Trani». Lo scrive Vittorio Sgarbi, in un suo pezzo su “Il giornale”.
«Dal Sudafrica vedo l'Italia con amore e con rabbia. Vedo più animali che uomini, ma in Italia ho visto molti uomini che erano peggio degli animali. Mentre, come nel caso di Sirmione, un esempio, posso trovare molte città amiche (ieri mi hanno offerto la candidatura a Trani, e la lotteria potrà continuare), penso con struggimento a Sutri e ai suoi cittadini buoni e intelligenti, in mano a bestie ignoranti. E mi sembra che, alla prossima scadenza elettorale, oltre le mie inevitabili dimissioni e la loro disperata sfiducia, con la quale spariranno, la soluzione più umana e meno politica, per l'amore che ho per Sutri, e per il piacere della sfida, sia ricandidarmi. Non gliela darò vinta. […] E mentre Sutri non troverà più uno Sgarbi, pronto a raccontarne al mondo la bellezza, io non faticherò a trovare comuni che potranno volere un sindaco pieno di passione per l'arte e per la bellezza, disponibile a farlo gratis» scrive il famoso critico d'arte.
Sgarbi non rivela chi gli abbia fatto questa proposta. Potrebbe trattarsi anche, più semplicemente, di una provocazione. La sua ultima uscita pubblica nella nostra città resta quella a “I dialoghi di Trani” del 2016. Novità in vista per maggio 2020?

