Non sempre i nomi delle operazioni sono assegnati casualmente. Point break, che significa "punto di rottura", fu una scelta mirata perché simboleggiava la svolta rispetto all'omertà, la scelta di tutti quei cittadini che ebbero la forza di denunciare i loro estorsori.
È significativo il retroscena che accompagna il commiato da Trani del capitano Giovanni Alfieri, 33 anni, a quattro anni esatti dal suo insediamento avvenuto il 2 settembre 2014. Oggi lascerà la Compagnia locale dei carabinieri, che ha giurisdizione anche su Bisceglie, Corato e Ruvo di Puglia, per trasferirsi a Torino Mirafiori, alla guida di una Compagnia (tre in tutto nel capoluogo piemontese) sotto la cui egida ci sono almeno 200.000 abitanti e, ovviamente, anche gli stabilimenti della Fiat.
Proveniente da Roma Montesacro, a 29 anni Alfieri a Trani giunse riuscendo progressivamente, insieme con i colleghi, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, e molto spesso in proficua sinergia con le altre forze dell'ordine presenti in città, a mettere a segno importanti risultati nella lotta contro il crimine.
La doppia operazione che a febbraio 2017 ha assicurato alla giustizia la banda degli estorsori a Trani, per i quali è tutt'ora in corso il relativo processo, rappresenta forse la punta dell'iceberg di un lavoro spesso rimasto sotto traccia, nell'ottica del cosiddetto basso profilo, sebbene non si possano certo dimenticare altre operazioni di successo.
Fra queste, quella che stanò i responsabili di numerosi furti in appartamento a Bari, denominata Open house, le indagini che hanno condotto alla definizione dei responsabili degli omicidi di Biagio Zanni e Antonio Mastrodonato, entrambi avvenuti a Trani, la fulminea soluzione del recente omicidio in piazza di Corato e le operazioni Gran Bazar, a Bisceglie, ed Angel, a Trani, Ruvo e Palo dle Colle, in materia di lotta alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Resta comunque Point break il momento, forse, più gratificante di questa intensa attività, perché lì si è cementata una collaborazione con i cittadini che prima si faceva fatica ad ottenere. A maggior ragione, un addio forse a malincuore proprio perché il rapporto con Trani e l'intero territorio controllato dalla Compagnia è stato ottimo, senza dimenticare quello con i tre procuratori della Repubblica con i quali ha collaborato: da Carlo Capristo ad Antonino Di Maio, passando per colui che ha retto la transizione fra i due l'ex aggiunto Francesco Giannella.
Da stamani, al comando della Compagnia, arriva il 40enne capitano Francesco Nacca, proveniente dall'Aquila, e la giornata odierna sarà dedicata al passaggio di consegne fra uscente e subentrante, nell'attesa che quest'ultimo si presenti agli organi d'informazione.
Nel frattempo l’ultimo rapporto della Corte d’appello, ma anche i dati ufficiosi più recenti, indicano chiaramente un calo dei delitti. In questa direzione è chiamato ad operare anche il capitano Nacca, con l’obiettivo di produrre risultati nel segno della continuità.






