In questi giorni è stato partecipato ai sindacati e pubblicato sul sito ufficiale dell'azienda (Ametspa.it) il bilancio della società Amet S.p.A, relativo all'anno 2017.
Nel corso dell'analisi del documento, balza subito agli occhi un dato in particolare: un incremento degli incassi relativo al settore sosta, del 13%, che porta il risultato ad un +8,75, rendendo cosi il servizio Parcheggi, l'unico servizio in affidamento con il segno +.
Va sottolineato che anche nel bilancio 2016 vi era stato un ulteriore incremento del 14% (+4,55%) con un rafforzamento dei controlli da parte degli operatori, che ha portato un incremento di quasi 1000 sanzioni i cui proventi, come tutte le sanzioni comminate dall'inizio del servizio, vanno interamente al Comune di Trani.
Tale dato produce un valore in termini economici per il Socio unico, ma non è mai stato quantificato e nessuno ne parla, se non in occasione della festa di San Sebastiano, in cui viene comunicato insieme con tutti i dati relativi alle sanzioni della Polizia locale.
Sarebbe opportuno, dunque, al fine di ottenere un dato più completo, che il Socio unico renda pubblico anche il dato relativo agli incassi derivanti dalle sanzioni relative al servizio sosta dal 2011 ad oggi.
È curioso, inoltre, leggere nella relazione di bilancio come tale incremento derivi, secondo la Società, da una nuova gestione dei titoli di sosta alle rivendite e dall'avvio del sistema di pagamento con App (di cui non si conoscono ancora i risultati): non sia mai che qualcuno dia meriti agli operatori che, va ricordato, sono assunti con contratto part time da più di 7 anni e sono costretti ad operare in situazioni difficili, tra difficoltà di reperimento dei grattini da parte dell'utenza (di cui rispondono personalmente, operando in strada, anche se non direttamente responsabili) o alla presenza di parcheggiatori abusivi, spesso aggressivi.
Infatti, proprio in questi giorni, alcuni operatori saranno impegnati in procura per procedimenti relativi a minacce subite.
Tutti questi dati dunque, a nostro avviso, non fanno altro che confermare l'enorme potenziale economico di un servizio che, nonostante la consolidata problematica relativa alla mancanza dei parcometri, riesce tuttavia a produrre utili anno dopo anno.
Questo scenario dovrebbe fare riflettere sulla logica della possibile esternalizzazione del servizio in favore di qualche azienda privata, invece che riaffidarlo in house (considerata la normativa favorevole), potenziandolo con l'installazione dei parcometri ed offrendo, cosi, un servizio degno di tal nome in una città ad alta vocazione turistica.
Questo porterebbe nuova linfa al Comune di Trani ed all'azienda, che potrebbe così investire negli altri servizi ed allargare l'offerta all'utenza in materia di parcheggi.
Daniele Di Lernia - Segretario sindacale aziendale Fit Cisl

