Le esequie di Giuseppe Ruta si terranno oggi, alle 16, nella basilica cattedrale di Trani, presiedute dal rettore, don Nicola Maria Napolitano, e concelebrate da un sacerdote di Andria amico dei familiari. Anche don Nicola conobbe molto bene Giuseppe quando era vice parroco a San Francesco, comunità che il ragazzo frequentò ed in cui si cresimò.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, sarà sicuramente presente soprattutto dopo avere seguito la vicenda passo dopo passo, raggiungendo la famiglia Ruta persino in Grecia per mettersi a disposizione, fin dove fosse possibile, per concorrere alla salvezza di Giuseppe.
Il suo spirito di servizio è proseguito anche dopo la morte e la sua sarà una presenza più personale che istituzionale, tanto che il Comune di Trani non ha disposto il lutto cittadino, ma un rafforzamento della presenza degli agenti della Polizia locale nelle zone in prossimità della cattedrale, in previsione di un massiccio afflusso di persone.
Ci sarà anche il sindaco di Andria e presidente della Provincia, Nicola Giorgino, a maggior ragione perché suo figlio, Antonio, faceva parte della comitiva che, con Giuseppe ed il suo amico, si era recata in Grecia, a Corfù, per concedersi una vacanza premio post-diploma. Tutto il resto del gruppo era in spiaggia, quella maledetta sera di mercoledì 29 agosto, ad aspettare i due sfortunati amici che non li avrebbero mai raggiunti.
Giuseppe Ruta era a bordo di una moto noleggiata, insieme con un suo amico che ne era alla guida. Per cause ancora da accertarsi un veicolo piombava sui due facendoli balzare via e, ad avere la peggio, era proprio Ruta riportando un trauma cerebrale dal quale non si sarebbe più ripreso: dopo una lunga agonia, e nonostante il rimpatrio in aereo ambulanza, per lui lunedì scorso si è accertata la morte celebrale e, da lì a poco, sarebbe subentrato l'arresto cardiaco.
L'amico è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Miulli, di Acquaviva delle Fonti: deve riprendersi da numerose fratture, ma non è in pericolo di vita. Sull'episodio indagano due procure, sia in Grecia, sia a Bari per competenza territoriale, alla luce del ricovero dei due pazienti in quel territorio.
Oggi più che mai, però, a Trani sarà il momento del cordoglio, da una parte, e della sincera ammirazione, dall'altra, per lo sconfinato gesto d'amore della famiglia di Giuseppe, che è andata oltre il dolore trasformando la tragedia in una risorsa, perché dalla morte di un figlio si alimenterà la vita di altri.
