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Discarica di Trani, quattro anni fa la chiusura: entro il 25 settembre la candidatura a quasi 6 milioni di euro

Entro il prossimo 25 settembre il Comune di Trani si candiderà ad un finanziamento regionale di 5.800.000 euro per la messa in sicurezza e bonifica della discarica di Trani. A distanza di poco più di quattro anni dalla sua chiusura, sarebbe il punto di svolta di un percorso complicato di cui oggi, proprio nel quarto anniversario dello stop all'impianto, appare il caso di fare il punto della situazione.

La discarica comunale, gestita da Amiu, è una struttura elefantiaca difficile da muovere ma forse solo adesso, dopo tanta attesa, sembrano intravedersi i primi frutti di un lavoro complesso, spesso apparso fine a se stesso, molto criticato dalle associazioni ambientaliste e dai partiti della minoranza, ma che l'amministrazione comunale difende con le unghie e con i denti, non mancando di ricordare sempre che si tratta di una pesantissima eredità del passato di cui ci si è dovuti fare carico.

Allo stato, quello che visivamente si può notare è la copertura provvisoria di primo e secondo lotto, mentre è ancora tutto bloccato nel terzo e, nel frattempo, sono in corso i lavori del piano di caratterizzazione, con la realizzazione di nuovi pozzi che andranno a sostituire i vecchi e forniranno un monitoraggio preciso, puntuale ed incontrovertibile dello stato dei luoghi.

Finora, quelli che Amiu continua periodicamente ad effettuare e divulgare, talvolta incrociandoli con Arpa Puglia, denotano quasi sempre valori dei metalli (presenti nei campioni d'acqua prelevati dai pozzi) nei limiti previsti per legge. Negli anni successivi alla chiusura il nichel, nel pozzo P2m a monte, ed il manganese, nel P6v a valle, spesso schizzavano oltre le soglie di sicurezza.

Ancora oggi si registrano oscillazioni di solfati e ferro, ma la situazione appare progressivamente sotto controllo. Nei mesi scorsi, peraltro, si sollevò un grande allarme per la presenza di percolato in zone non impermeabilizzate e considerate esterne alla discarica, ma successivamente si dimostrò che così non era.

Tornando all'intervento previsto per la messa in sicurezza e bonifica della discarica, il progetto è redatto dall'Associazione temporanea di imprese Romanazzi-Boscia e associati. La giunta ha dato indirizzo per candidarlo al finanziamento integrale della Regione Puglia, nell'ambito del Por 2014-2020 su «Tutela dell'ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali» e, segnatamente, con riferimento all'azione 6.2 che riguarda «Interventi per la bonifica di aree inquinate».

Amiu, dopo avere proceduto ad effettuare una gara ad evidenza pubblica, ha stipulato con la già citata Ati Romanazzi-Boscia un contratto per progettazione esecutiva, direzione lavori, coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione della messa in sicurezza dei tre lotti della discarica, nonché completamento impiantistico comprese vasche e impianti di trattamento delle acque meteoriche, serbatoio di stoccaggio del percolato e altro.

Il finanziamento regionale sarà fondamentale anche perché il consiglio comunale, già con delibera del 28 dicembre 2015, aveva dato atto della impossibilità di Amiu di fare fronte ai costi necessari per la bonifica del sito inquinato.

Va precisato che alcuni degli interventi, previsti nel progetto esecutivo candidato al finanziamento, sono già in fase di realizzazione. Pertanto la somma che la Regione Puglia accorderà servirà anche a ristorare il fondo post esercizio di Amiu da cui, proprio a causa dell'emergenza-urgenza, una parte di quella somma era stata prelevata per eseguire, fra le altre attività, l'emungimento del percolato e la copertura provvisoria dei primi due lotti.

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