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L'Ordine degli avvocati puntualizza: «Non siamo sul piede di guerra, anzi al Tribunale di Trani tutti stiamo cooperando per migliorare le risposte della Giustizia ai cittadini»

Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Trani desidera intervenire con forza per rettificare alcune informazioni apparse ieri su un organo di stampa e relativi all’assemblea straordinaria dell’avvocatura tranese, tenutasi il 14 settembre, presso la biblioteca storica dell’ordine, e chiarire altresì la posizione del Coa Trani.

E questo, ovviamente, senza intaccare in alcuna maniera il diritto di cronaca, assolutamente libero, ma solo per rispetto dei fatti e amor di verità.

Innanzitutto va precisato che gli avvocati del Foro di Trani non sono sul piede di guerra. E contro chi poi?

Non certamente contro la Magistratura, con cui il rapporto di proficua collaborazione e reciproco rispetto ha probabilmente toccato il punto più alto degli ultimi anni, a tutto vantaggio indiscutibilmente della Giustizia in primis e quindi di tutti cittadini, evitando sterili polemiche e inutili contrapposizioni che a nulla servono.

In particolare poi, con l’insediamento del dottor Antonio De Luce alla presidenza del Tribunale di Trani e, subito dopo, del dottor Giuseppe Rana alla presidenza della Sezione civile del Tribunale di Trani, i miglioramenti dei tempi di risposta della Giustizia, di efficienza e di aderenza alle richieste dell’avvocatura, sono sotto gli occhi di tutti.

E ciò, nonostante le difficoltà di edilizia giudiziaria, logistiche e di organici di cancelleria, contro cui ben poco possono gli avvocati e i magistrati locali.

Sia il presidente del Consiglio dell’Ordine, sia il consigliere segretario, Avv. Donato de Tullio, partendo da una sana autocritica e sollecitando il contributo di tutta l’avvocatura a rispettare elementari principi di puntualità e diligenza, si sono espressi in termini assolutamente lusinghieri per i risultati fino ad oggi raggiunti, in termini appunto di migliore razionalizzazione delle udienze, tempi di attesa e dignità delle stesse.

Va posto in risalto il risultato di avere ottenuto, nella maggioranza dei casi, la pubblicazione dei calendari d’udienza almeno quarantott’ore prima delle stesse, con indicazione degli orari fissi per ciascuna di esse.

Senza trascurare la novità dei monitor (sia pure in fase ancora sperimentale) che consentono di seguire a distanza l’evolversi delle singole udienze, potendosi collegare ad essi, anche grazie ai propri smartphone, e così liberando moltissimo tempo a disposizione per ulteriori incombenze ed evitare inutili attese.

Senza tacere dei protocolli, siglati in questi ultimi due anni, in ordine al gratuito patrocinio e alle udienze presidenziali in materia di separazioni: accordi che hanno consentito, nel primo caso, di ridurre i tempi di pagamento degli onorari e, nel secondo caso, di eliminare una “lista di attesa” di circa tre anni per la celebrazione della delicatissima prima udienza di separazione.

Per il settore penale, poi, nel corso dell’assemblea è stato riferito della stretta collaborazione che si sta portando avanti con la Procura della Repubblica, con cui il Consiglio ha condiviso il progetto sperimentale di informatizzazione dei fascicoli delle indagini preliminari e si sta provando ad intervenire anche in altre fasi del procedimento per agevolare i carichi di lavoro degli avvocati e dei dipendenti del Tribunale e della Procura, dipendenti in servizio enormemente sotto organico.

Progressi e miglioramenti, quindi, che senza la fattiva collaborazione fra le due componenti principali della giustizia, avvocatura e magistratura, non si sarebbero raggiunti.

Solo una goccia nell’oceano, può obiettarsi.

Ma non c’è forse più differenza fra 0 ed 1 che non tra 1 e 100?

Il consigliere Avv. Cosimo Damiano Matteucci, ha anche portato proposte innovative in tema di incarichi giudiziari, al fine di garantirne l’equa distribuzione prevista dal codice di procedura civile, come l’adozione di un sistema oggettivo di assegnazione analogo a quello previsto per le difese d’ufficio, ovvero l’affiancamento al professionista incaricato di altro con minore esperienza.

Questo Consiglio non si nasconde e non nega che molto ancora c’è da fare e, del resto, lo scopo dell’assemblea era proprio questo: fare emergere proposte e suggerimenti dalla Base; non certo dissotterrare asce di guerra.

L’intento del Consiglio dell’Ordine di Trani è di valorizzare la positiva esperienza di collaborazione e proposizione fin qui maturata e portarla ai tavoli di concertazione con i magistrati, onde poter elaborare progetti e Best Practice comuni e possibili.

Se questo Consiglio pensasse che ci fosse una certa opacità di sistema oppure che operino lobby, non ne parlerebbe in assemblea, le denuncerebbe.

Questo Consiglio ci mette la faccia ma deve essere la propria, non quella veicolata e (male) interpretata da altri.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani – Presidente, Tullio Bertolino


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