Due domande. Sono quelle del consigliere Emanuele Tomasicchio. Perché rimarrà aperto il pronto soccorso di Bisceglie, a scapito di quello di Trani, nonostante non sia a norma? E perché i numeri di accesso al pronto soccorso di Trani sono stati forniti sbagliati, al fine di abbassare gli indici?
A queste due domande, già poste dal consigliere in una lettera, come avevamo scritto a luglio, quando Tomasicchio aveva indetto una conferenza stampa, non hanno risposto, nel merito, né Giancarlo Ruscitti, direttore del dipartimento salute della Regione, né Alessandro Delle Donne, direttore generale della Asl Bt.
«Ho presentato a luglio un esposto alla Procura su questa vicenda e fu notificata una formale diffida a Regione e Asl. A distanza di un mese ho ricevuto due lettere che sono delle non risposte – ha detto il consigliere in una nuova conferenza stampa -. La comunicazione di Delle Donne è di 13 pagine, in cui non viene detto nulla».
Il pronto soccorso di Bisceglie, come rilevato in un verbale di ispezione dei Carabinieri dei Nas, presenta spazi non adeguati, con carenze strutturali che possono determinare situazioni di stress negli operatori; carenza di sedie a rotelle e barelle; assenza della camera calda. E perché allora rimarrà aperto? «I Nas, come scrive nella risposta Delle Donne – prosegue Tomasicchio – non hanno fornito prescrizioni, ma la responsabilità è della Asl. Esistono delle leggi. Un pronto soccorso in queste situazioni può stare aperto? Lui a questa domanda non ha risposto».
E poi ci sono i dati , riferiti al 2012-2013, che registrano gli accessi al pronto soccorso. «Sono palesemente sbagliati – ribadisce il consigliere di minoranza -. Non voglio dire falsi, ma sbagliati certamente. Il direttore mi risponde dicendo che sono stati immessi dai medici e che non ha motivo di dubitarne. Non è così. Se sottolineo una discrasia palese di questi dati, il direttore generale ha il dovere di verificare se è vero o no e assumere le conseguenti determinazioni. Chi ha manipolato quei dati potrebbe essere ancora alle sue dipendenze».
Questa anomalia, ovvero i 1.300 accessi al pronto soccorso di Trani (una città che conta circa 56.000 abitanti, che aumentano in estate), sono oggetto di interrogazione non solo alla Procura della Repubblica, ma anche al Ministero della salute. «Chi ha gonfiato i dati di Bisceglie abbassando quelli di Trani?» si chiede Tomasicchio, a fronte di risposte elusive di Regione e Asl. Delle Donne, in un articolo apparso su La gazzetta del Mezzogiorno, ha accusato il consigliere di «strumentalizzare la vicenda».
«Questo non me lo può dire – conclude Tomasicchio -. Mi risulta che i dati immessi dai medici non siano quelli poi pubblicati sul sito del Ministero».

