Dopo quanto raccontato questa mattina, la cooperativa Gea, che gestisce il servizio Adi, Assistenza domiciliare integrata, ha incontrato l’amministrazione, che ha chiesto che le venissero comunicate «modalità organizzative migliorative circa le sostituzioni e l’individuazione del personale; un’attenzione capillare ai casi particolari». Insieme alla relazione i responsabili invieranno, agli assistiti ed al Comune, una lettera di scuse.
Intanto Donato Grande, il disabile che ha raccontato la sua storia, è stato al pronto soccorso. All’uscita dal nosocomio, ha detto: «Sto benino, ho bisogno di riposare e stare tranquillo. Come si fa a stare tranquilli se sei immobile per via di una disabilità gravissima, vieni assistito da tua mamma anziana e disabile e l’unica ora di assistenza al giorno che hai a disposizione, a volte, per via di inadempienze reiterate nel tempo da parte di chi gestisce i turni, non ti viene garantita? Oggi mi è andata bene, domani chissà. Spero che le istituzioni si attivino per risolvere questa situazione e mi diano ore in più di assistenza. Se fossi stato da solo cosa sarebbe successo? Non ci voglio pensare».
Grande, che tra l'altro è capitano della squadra di powerchair football, calcio in carrozzina, ha ringraziato il garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Pino Tulipani, «per essersi subito attivato per segnalare tutto alle istituzioni». «Se la situazione non dovesse cambiare – ha concluso - mi riservo di agire legalmente».

