Caro Donato, comprendo benissimo il tuo sfogo catalizzato da tanta rabbia per la mancanza commessa dalla cooperativa Gea consistente nell’aver dimenticato che tra tanti utenti figura anche l’amico Donato Grande.
Gesto che lo si può giustificare solo attribuendo a questo grave accadimento il fattore umano, “l’errore”.
È pur vero, come affermi, che si è verificato qualche altro problema simile e credimi non lo giustifico, però dopo aver contato sino a dieci ed aver scemato la rabbia si fa un passo indietro e si valuta anche quante volte, a causa di impegni improvvisied improrogabili da parte dell’utente, la cooperativa, ed in particolare il suo assistente sociale, hanno fatto l’impossibile per accontentare l’utente anche a discapito di altri fruitori del servizio.
Comprendo benissimo il disagio e la paura che hai dovuto affrontare ieri mattina, ripeto lo comprendo benissimo in quanto vivo io la tua stessa situazione in prima persona e non immagini minimamente quante volte sia io che mia moglie ci siamo spaventati per simili situazioni.Specie di notte, e sai benissimo che di notte non vi è il servizio Adi che possa aiutarti o che non puoi chiamarli in qualsiasi momento per farti aiutare. Però, grazie all’erogazione mensile di un contributo economico ad alcune persone affette da patologie gravissime di non autosufficienza (assegno di cura) e alle loro famiglie per sostenere il costo dell’assistenza domiciliare, al fine di favorire la permanenza nel proprio ambiente di vita lo stesso paziente si riesce a poter risparmiare sul proprio budget famigliare e farsi accudire.
Hai smosso mari e monti per quanto ti è capitato, e mi dispiace, solo perché è accaduto nel periodo che doveva essere in casa tua l’oss per svolgere il servizio di assistenza. Ma ora mi sorge un dubbio: «Hai fatto tutto ciò perché desideri che ti vengano aumentate le ore di assistenza?». Perché a questo punto, leggendoti, non so darmi altra spiegazione, sperando che non l’hai fatto solo per spirito di protagonismo. Pensa a chi, per qualche errore di valutazione, non è stato riconosciuto, a parità di patologia e gravità, tale beneficio. A chi altro doveva rivolgersi dal momento che tu hai creduto opportuno muovere questo vespaio quando molto più saggiamente, pazientemente ed umilmente ti saresti recato a chi di dovere e gli avresti prospettato l’accaduto?
Io credo che sia molto più corretto ed onesto portare a casa un risultato con una buona spiegazione e un buon comune accordo e non usare l’arma del potere per raggiungere le proprie finalità.
Ho il coltello dalla parte del manico ed ora mi faccio sentire una volta per sempre. Se questo accaduto non fosse successo nell’ora di assistenza bensì in altri momenti della tua giornata cosa e come ti saresti comportato? Perché, se desideravi sentirti protetto ed assistito per più ore del giorno, a costo zero, non ti sei mai rivolto alla nostra associazione Uildm Sezione di Trani, come altri utilizzatori, che ti avrebbe messo a disposizione i volontari del servizio civile per cinque ore giornaliere per farti da accompagnatore? Ribadisco “a titolo gratuito”.
Come vedi, caro amico mio, ci sarebbe tanto da dire. Sei una bella persona ma permettimi di dirtelo: ti manca l’esperienza che deriva dalla strada e ti giustifico anche perché hai un’età. Anch’io alla stessa tua età mi sentivo il padrone del mondo e tutto mi era dovuto. Comprendi la mia franchezza.
Gennaro Palmieri – presidente Uildm sezione di Trani

