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«Oggi che squadra mi metto?». Il contestato Lanza sceglie la panchina ospite e Guerra lo punisce: Trani-Molfetta 1-0

Trani-Molfetta sportiva finisce 1-0, ma le notizie sono quasi tutte a margine della partita, al termine di 90 minuti poco più che scialbi.

Infatti, prima ancora che la gara abbia inizio, i tifosi contestano apertamente Mauro Lanza, patron di entrambe le società (una presieduta dal figlio Gianmaria, l'altra dalla figlia Antonia), poiché va a sedersi sulla panchina del Molfetta.

Lanza senior, dunque, riesce nell'impresa di farsi contestare due volte su due nel momento in cui mette piede al Comunale: infatti c'era riuscito anche al raduno della squadra, richiamando il direttore sportivo che era andato a parlare con i tifosi, sotto la gradinata, in una selva di fischi.

I primi 20 minuti sono totalmente senza azioni, poi al venticinquesimo il Trani tenta il triangolo Terrone-Modesto-Terrone, con deviazione della difesa in angolo.

Il Trani è schierato con un 4-3-3 che produce molto poco, il Molfetta è tutto rintanato dietro anche perché l'unico vero attaccante che ha, Cesareo, è squalificato.

Al trentottesimo l'ex Tourè raccoglie in area e impegna Pellegrino, che sostituisce fra i pali Petranca.

Il primo tempo finisce 0-0 tra i fischi, ma i tifosi hanno modo di vivacizzare anche l'intervallo, lamentandosi ripetutamente, e vibratamente, per la sporcizia dei seggiolini della tribuna.

Al decimo della ripresa si presenta Guerra in area davanti ad Orizzonte (altro ex della partita), il cui intervento è miracoloso.

Venza al tredicesimo rileva Mazzilli e, poco dopo, iniziano i sarcastici «olé» - stile torello di fine partita - con cui i tifosi accompagnano i passaggi di entrambe le squadre: qui, però, siamo soltanto al ventesimo della ripresa.

Al trentesimo si fa espellere De Tullio per doppio giallo, al trentatreesimo esce Camasta ed entra Mongiello.

Il Trani, provando a concentrarsi esclusivamente sulla gara, capisce che ha di fronte una squadra dimessa e persino in dieci e incrementa l’offensiva.

Così, al trentaquattresimo Zambetta calcia di poco alto e al trentasettesimo i Trani va in vantaggio con un gran tiro all'incrocio di Guerra.

Al trentanovesimo Bartoli prende il posto di Terrone e, due minuti dopo, l'arbitro foggiano Pinto non assegna un rigore, apparso netto, per un fallo su Venza.

Prima che la lavagna luminosa indichi 5 minuti di recupero, Serino prende il posto di Musa.

Finisce con la vittoria del Trani, peraltro meritata alla luce dello svolgimento della partita.

La tifoseria torna a casa applaudendo almeno per il risultato, ma restano i dubbi su questa a dir poco insolita commistione di ruoli fra due società che tra loro, in teoria, non avrebbero dovuto avere nulla in comune.

Siamo soltanto in Eccellenza, per carità, ma, fino a prova contraria. molte cose sembra che non tornino.


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