Un rettangolo di mattonelle rosse, circondate da un bordo di pietra bianca, fino a dieci anni fa rappresentava l'ingresso ad un glorioso ristorante. Oggi è l'anticamera di una spianata che, peraltro, appare il preludio ad una nuova attività.
Quel che è certo è che proprio oggi, a distanza di dieci anni dalla demolizione, l'ex ristorante La vela è un'area totalmente bonificata, non più deturpata dai pilastri del vecchio fabbricato, erbacce, rifiuti e degrado.
Il concessionario lo aveva promesso e ha mantenuto l'impegno: appena terminata l'estate, ha messo mano all'area, per la quale ha sempre regolarmente versato il canone anche durante la lunga inattività, e ha demolito tutto quello che restava del vecchio immobile.
Il concessionario è Giuseppe Fiore, rappresentante legale della società Sunflower, che ha incaricato un'impresa esecutrice di svolgere i lavori di rimozione di detriti e demolizione delle parti della vecchia struttura, così da metterla in sicurezza prevenendo eventuali, possibili incidenti.
Un intervento compiuto non soltanto in considerazione del fatto che la società ha sempre la piena facoltà di agire su quel suolo, ma anche, e soprattutto, perché lo scorso anno il dirigente del Settore patrimonio del Comune di Trani, effettuando una ricognizione storica su quell’immobile, aveva accertato che non vi fossero motivi ostativi per riprendere i lavori e realizzare, eventualmente, un nuovo fabbricato per una attività compatibile con quel luogo.
E così, nell’attesa di comprendere il progetto del concessionario, finalmente il colpo d'occhio è cambiato: non più quel’ammasso di detriti e quello autentico pugno nell'occhio rappresentato da pilastri spezzati e armature che spuntavano da tutte le parti, una spianata quanto meno dignitosa.
Intorno, la rampa di discesa verso il vecchio ristorante e quello che una volta era un'altra parte del parcheggio esterno, a ridosso del mare, quando si lavorava esclusivamente all'interno, e che diventava veranda sul mare quando il ristorante poteva fare accomodare i suoi clienti all'aperto.
Siamo sul lungomare Cristoforo Colombo, rilanciato da un paio di estati a questa parte grazie al concerto tra l'amministrazione del sindaco, Amedeo Bottaro, privati che si sono fatti carico del recupero di concessioni demaniali e immobili comunali del tutto fatiscenti.
Avevano aperto la serie dei rilanci le attività Barbayanne, presso il chiosco comunale una volta denominato L'incontro, Garbino, alla Grotta azzurra, e Salto dell'acciuga, presso una concessione demaniale dimenticata tra la baia e il monastero di Colonna.
Questa estate sono sopraggiunti il Tamarindo, presso il chiosco ex Ottagono, con compendio demaniale sottostante, Agua de coco, la spiaggia libera con servizi che ha rilevato la concessione del lido Marechiaro, e Versante est, all’ombra del monastero e in continuità con il Salto.
La movida s’è trasferita in gran parte proprio sul mare, e non è un caso che Bottaro abbia anche deciso, con Amet di cambiare il percorso dei bus urbani in funzione di questo rilancio del lungomare, che a breve sarà rimessa a nuovo la pista ciclabile e che vi abbia girato pure uno spot promozionale: obiettivo, mostrare all'opinione pubblica quanto le cose siano cambiate proprio a partire dal mare, come promesso in campagna elettorale. Adesso La vela che rinascerà potrebbe rappresentarne il valore aggiunto.






