Quando Legambiente e le altre associazioni di volontariato scendono sui litorali per ripulirli dai rifiuti, è la plastica la grande protagonista di quegli scenari: i bustoni si riempiono non di generica spazzatura, ma soprattutto di manufatti di plastica. E questo testimonia quanto il nemico numero uno del mare sia proprio quel materiale, sempre più nocivo e sempre più destinato a rappresentare un pericolo per l'uomo sotto tutti gli aspetti.
Sia sabato scorso, sia ieri, la pulizia dell’arenile nel tratto di costa denominato Boccadoro-Spiaggia verde-Ariscianne ha consentito di rimuovere dalla spiaggia una gran quantità di plastica portata dal mare. Merito di Legambiente Trani, in primis, e del progetto europeo “Clean sea life”, cui collaborano Legambiente Barletta, gli studenti dell’Iiss Aldo Moro di Trani, detenuti in permesso per attività di volontariato. Questi gli altri partner: assessorati all’Ambiente di Trani e Barletta; Amet e Amiu; Iiss “Aldo Moro” Trani; casa circondariale di Trani; Lega navale Trani; cooperative Questa città e Campo dei miracoli; associazioni Delfino blu, Colore degli anni, Ass. Anima terrae, Amici del mare, Trani soccorso.
Pierluigi Colangelo, presidente del circolo di Trani di Legambiente, ne ha parlato a margine dell'incontro su mare e plastica tenutosi in Lega navale, ponendo in risalto come la leggerezza di un gesto ci si ritorca contro come un boomerang: «Il mare ci restituirà sempre le plastiche che noi gentilmente gli doniamo. Il problema è che non ce le ritroviamo solo spiaggiate, ma anche, e soprattutto, all'interno del pescato che poi consumiamo. Dobbiamo sempre ricordarci che, all'apice della catena alimentare, ci siamo noi e, se è vero che pesce grande mangia il pesce piccolo, indubbiamente siamo noi gli ultimi fruitori di quello che consegniamo al mare».

