Don Raffaele Sarno, direttore diocesano della Caritas, ha parlato dei numeri di questi 25 anni di attività della Caritas cittadina, in occasione della Giornata della povertà: «Sembra una cosa di poco conto, invece c’è stata continua disponibilità di tutte le parrocchie di Trani. In questi anni abbiamo distribuito almeno 200.000 pasti. Ed è un impegno che continua giorno dopo giorno perché ci sono persone disponibili a offrire parte del loro tempo». La Caritas si è impegnata poi nell’apertura del dormitorio per i senzatetto, rimandata a causa di problemi burocratici. «Possibile che per 30 centimetri abbiamo tenuto chiuso il dormitorio per un anno? Ma finalmente il servizio è aperto alla città» ha commentato don Raffaele Sarno.
Le famiglie che quotidianamente vengono assistite dalla Caritas sono circa 200-300 solo a Trani. Tra loro, i cosiddetti “nuovi poveri”, gli “insospettabili”: professionisti, persone che hanno perso il lavoro, padri separati. Proprio per rispondere a queste esigenze, a Barletta è stato aperto nel centro Caritas l’alloggio per i padri separati, gente che ha un’occupazione ma deve pagare l’assegno di mantenimento all’ex coniuge o ai figli e non ce la fa più a garantire a se stesso un posto in cui dormire.
La mensa è stata aperta inizialmente all’interno dei locali della parrocchia di san Giuseppe, successivamente questi sono stati messi a norma con la ristrutturazione e le successive approvazioni. Una burocrazia che non va incontro ai bisogni dei poveri, così come un Governo che taglia i fondi: «Il Ministero dell’interno ha dimezzato le risorse per gli stranieri – ha commentato don Sarno -. Significa che gli stranieri non avranno più un posto in cui andare a dormire con il rischio che aumenti la criminalità. Si ottiene l’effetto opposto».


