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Trani, tutti in coda per la pensione: un rito anacronistico ed anche pericoloso

In totale controtendenza rispetto alla semplificazione della burocrazia, a Trani si continua a fare la coda - e che coda - per ritirare la pensione. Sabato mattina, alle 10.30, erano almeno cinquanta le persone in fila all'esterno del salone (oltre le tante già dentro, ovviamente) dell'ufficio postale centrale di via Giovanni Bovio.

Le prime, però, si erano appostate lì già dalla notte, consumando e reiterando un rito che si ripete ogni mese e va oltre il semplice bisogno di quel denaro, investendo meccanismi psicologici difficilmente comprensibili.

C'è chi lo fa per passare il tempo insieme con gli amici, chi per non perdere tempo dopo (come se ci fosse subito l'urgenza di spenderli, quei soldi, chissà in che cosa) e chi, in ogni caso, proprio non riesce ad adeguarsi ai nuovi tempi facendosi accreditare la pensione su un conto personale.

Così facendo, evidentemente, ci si continua ad esporre al rischio di rapine, perché è molto probabile che loschi individui, da lontano, si appostino ed osservino i comportamenti degli utenti, pedinando e rapinando quelli che paiono loro più alla portata di un atto criminoso.

Alcuni mesi fa, proprio di sabato, un cittadino fu rapinato di oltre metà della sua pensione dopo essere rientrato a casa sua, un sottano in via Marsala a pochi passi da quell'ufficio postale. Il responsabile fu successivamente arrestato, ma le conseguenze fisiche e psicologiche dell'aggressione, ai danni del malcapitato, rimasero a lungo.

Sarà difficile che i tempi cambino, ma, prima o poi, ci si augura che questo davvero accada: l'ansia da pensione non può trasformarsi in psicosi, per il bene dell'incolumità personale e dell'ordine pubblico.


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