Era così schivo e riservato che anche trovare una sua foto è stato difficilissimo. E questo la dice lunga su quanto Damiano Carola non abbia amato i riflettori preferendo piuttosto operare nel silenzio, ma con grande profitto.
Ieri è morto a 73 anni ed oggi, martedì 11 dicembre, presso la chiesa parrocchiale di San Francesco, si sono celebrate le esequie, officiate da mons. Saverio Pellegrino.
Ex dipendente comunale, responsabile dell'Ufficio personale, Damiano è stato anche, e soprattutto una colonna portante di Radio Bombo e del Giornale Di Trani, curando per la nostra testata giornalistica una lunga serie di pubblicazioni uscite con il giornale sia come inserto all'interno dello stesso - da staccare, rilegare e conservare -, sia come pubblicazioni vendute separatamente dal periodico.
Più recentemente, soprattutto in collaborazione con l'editore Landriscina, ha curato la pubblicazione di veri e propri libri sulla storia di Trani, che lo ha sempre più appassionato coinvolgendo anche numerosi cultori di storia locale nel suo lavoro di ricerca scrupolosa delle fonti e divulgazione meticolosa dei contenuti.
La minuziosità del suo lavoro s'è notata fino a quando ha potuto svolgere, anche, il compito di correttore delle bozze del giornale: Bombonotizie non usciva se, prima, Damiano non avesse attentamente guardato e riguardato ogni cosa.
Peraltro, proprio attraverso la correzione delle bozze - e non solo - ci ha dato lezioni di italiano che neanche i professori talvolta erano riusciti ad impartire. Il tutto con una chiarezza e semplicità di linguaggio ormai sempre più difficili da cercare e trovare.
Con il tempo Damiano aveva un po' «mollato» il controllo delle bozze, ma fino all'ultimo, almeno per quanto riguarda articoli e interventi di carattere storico e culturale, gli stessi vedevano la luce solo a seguito di verifica e conferma da parte sua.
Umberto di Gravina, uno dei suoi grandi amici, evidenzia «la sua riservatezza e generosità verso tutti, senza mai tirarsi indietro e mai fare pesare la sua diversa abilità. Da ultimo, il suo amore verso Trani, non smettendo un attimo di raccogliere materiale e vecchie pubblicazioni, e facendo ricerche storiche anche che, anche a sue spese, faceva stampare in modo da divulgare ogni cosa. E questo lo ha fatto fino agli ultimi giorni di vita».

