Tutto da rifare per i lavori di riqualificazione del campo di calcio Giovanni Bovio, in corso Imbriani. Il terreno di gioco, tuttora in terra, sarebbe dovuto essere trasformato in sintetico con annesse una serie di opere, previste nel progetto esecutivo, all'esito dell'apposita gara d'appalto emanata dal Comune.
Il Tar Puglia ha invece accolto il ricorso di una ditta esclusa, la bergamasca Limonta, non ammessa dalla commissione di gara dopo che la stessa aveva concorso al preventivo dell'altra azienda partecipante alla gara, la Generaledil, di Trani, che aveva presentato un suo preventivo dopo avere consultato la stessa Limonta.
Secondo la commissione giudicatrice, si sarebbe profilato un palese conflitto di interessi, ma le argomentazioni della Prima sezione del tribunale amministrativo regionale - presidente Scafuri, estensore Allegretta, consigliere Zonno - hanno sconfessato tale impostazione e rispedito la palla, è proprio il caso di dirlo, nella metà campo del Comune di Trani, che adesso dovrà probabilmente ripartire punto e a capo.
Per il Tar, «se il fornitore decide di presentarsi anch’esso come partecipante alla gara, non commette alcun illecito concorrenziale, al contrario evidenziandosi, in caso di sua esclusione, una inammissibile violazione del "favor partecipationis", oltre che una illegittima compressione del diritto di iniziativa economica tutelato dall’articolo 41 della Costituzione».
