Tutti assolti perché il fatto non sussiste. La formula piena è arrivata su 4 dei 5 capi di accusa e soltanto su uno, per un solo imputato, è intervenuta la prescrizione. Lo ha disposto la Terza sezione della Corte d'appello di Bari, emanando l'altro ieri la sentenza di secondo grado che ha riformato quella del Tribunale di Trani a carico dei tre imputati nel processo «Matinelle».
Il 3 dicembre 2015 la sentenza di primo grado aveva condannato gli imputati, pena sospesa, da 9 a 16 mesi di reclusione: la pena più alta, 16 mesi, era toccata a Paolo Curci, legale rappresentante della cooperativa sociale Isola, aggiudicataria della gara per il risanamento e gestione del lido di proprietà dell'Azienda di promozione turistica regionale; 11 mesi di condanna erano stati inflitti a Giandomenico Giancola, amministratore della società associata in partecipazione con la stessa cooperativa; 9 mesi erano stati disposti per l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato.
Le richieste del pubblico ministero, Michele Ruggiero, in buona parte accolte dal collegio (Pavese, Savelli, Buccelli), erano legate ad ipotesi, a vario titolo, di truffa e frode nelle pubbliche forniture, apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento, inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, violazione di norme urbanistiche, abuso d'ufficio in relazione ai permessi a costruire.
La truffa, in particolare, veniva contestata per la presunta difformità dell’attuale sito rispetto ai progetti presentati a suo tempo all’Azienda di promozione turistica per il conseguimento della concessione, di sedici anni.
I fatti contestati andavano dal 2008 al 2011. La prescrizione è intervenuta per Curci in relazione al capo C, nel quale gli veniva contestata l'organizzazione di una serata danzante in assenza di certificazione prevenzione incendi, rilasciata solo in data successiva.
Alla base dell’inchiesta, una serie di esposti partiti da proprietari di vicine residenze. La maggior parte di questi verteva sul disturbo della quiete pubblica, circostanza che, però fu oggetto, per il solo Curci, di una sanzione pecuniaria.
Nel giudizio, costituitisi parte civile i denunzianti, non lo erano invece né l’Apt, né la Regione Puglia. I difensori degli imputati, negando ogni addebito, avevano preannunciato il ricorso in appello.
Curci è stato difeso da Mario Malcangi, Giancola da Carmine Di Paola, Affatato da Domenico Di Terlizzi. «Il mio assistito - fa notare quest'ultimo - è stato assolto da tutti i capi di imputazione che lo riguardavano pur potendo la Corte di Appello “rifugiarsi” nella prescrizione già maturata anche per i capi dove ha assolto nel merito. Trattasi dell’ennesima sentenza del Tribunale di Trani, ribaltata dalla Corte di Appello di Bari, per reati a carico di amministratori e dirigenti pubblici contestati dalla Procura tranese in un determinato periodo storico. Qualcuno dovrebbe iniziare a porsi qualche interrogativo».
Le motivazioni della sentenza di secondo grado saranno rilasciate entro i rituali 90 giorni.


