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Il Consiglio provinciale di Barletta-Andria-Trani è confermato: respinto il ricorso contro gli eletti della lista del centrodestra

Il Consiglio provinciale di Barletta-Andria-Trani resta immutato. Infatti, il ricorso che avrebbe potuto cambiarne completamente la fisionomia, escludendo consiglieri già insediati ed immettendo candidati esclusi, è stato respinto.

La Seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia - presidente Giuseppina Adamo, consigliere Francesco Cocomile, referendario estensore Donatella Testini - ha respinto il ricorso proposto dal candidato non eletto della lista Fronte democratico Giuseppe Bufo (rappresentato e difeso da se medesimo e dall'avvocato Niccolò Mastrapasqua) contro la Provincia di Barletta-Andria-Trani (rappresentata e difesa dall'avvocato Gennaro Rocco Notarnicola) e nei confronti dei consiglieri provinciali Cosimo Damiano, Albore, Luigi Rosario Antonucci, Massimiliano Bevilacqua, Gennaro Savino Russo e Pierpaolo Pedone (tutti costituiti in giudizio e difesi dall'avvocato Giuseppe Domenico Torre), nonché Pasquale De Toma (non costituito in giudizio) per l'annullamento del provvedimento della loro proclamazione.

Il ricordo chiedeva, in particolare, l'annullamento della proclamazione degli eletti in cui, avendo ammesso la lista del centrodestra Insieme per la Bat, dichiarava eletti i controinteressati. Ed ancora, puntava a dichiarare nullo il verbale dell'Ufficio elettorale della Provincia, rilasciato il 16 ottobre 2018, limitatamente all'ammissione della lista Insieme per la bat. Infine, puntava all'annullamento della determinazione di quello stesso 16 ottobre, da parte del dirigente dell'Area affari generali della Provincia, di presa d'atto del verbale di ammissione della lista.

Alla luce delle memorie difensive e degli atti di causa, e soprattutto all'esito dell'udienza pubblica tenutasi martedì scorso, e per le ragioni che saranno esposte nella motivazione, da rilasciarsi in successiva data, il collegio ha rigettato il ricorso confermando pertanto tutti i consiglieri provinciali controinteressati e, di conseguenza, l'attuale assetto del Consiglio provinciale.

Bufo, insieme con gli altri candidati non eletti della lista Fronte democratico, Giuseppe Corrado e Anna Maria Barresi, sarebbe entrato in consiglio provinciale, insieme con Barbara Costabile e Rosa Cascella, del Partito democratico, qualora il Tar avesse escluso l'intera lista del centro-destra.

Il Tar si era espresso prima delle elezioni provinciali, a pochi giorni dal voto del 31 ottobre 2018, riammettendovi proprio la lista Fronte democratico per la Bat, che inizialmente il dirigente aveva escluso: in quel caso, avevano proposto ricorsi Giuseppe Corrado e Nadia Giovanna Orietta Landolfi, rappresentati e difesi dall'avvocato Mastrapasqua, e Laura Di Pilato, difesa dall'avvocato Guantario.

Tuttavia, il Tar non si era espresso in merito alla seconda richiesta del ricorso della Di Pilato, che puntava all'esclusione della lista del centro-destra, chiarendo che, in quella fase, avrebbe potuto soltanto riammettere liste, non escluderne altre.

L'esclusione sarebbe potuta avvenire solo all'esito del voto del 31 ottobre, qualora uno o più candidati consiglieri non eletti avessero proposto ricorso contro gli eletti di Insieme per la Bat.

Tale circostanza si sarebbe verificata con l'azione promosso da Bufo. Fra le maggiori censure rappresentate nel suo ricorso, la lista Insieme per la Bat, oltre a riportare la cancellazione del candidato Andrea Barchetta per Micaela Davanzo, contestata dagli sottoscrittori Riccardo Frisardi, Luigi Di Noia e Marco Di Vincenzo, ricomprendeva al dodicesimo posto anche Angela Lucia Di Gregorio, che però era stata la sottoscrittrice della lista: tale fattispecie non sarebbe ammessa dalla normativa in vigore.

Diversa, evidentemente, la posizione del Tar. Se ne attendono le motivazioni.

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