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Polo Museale di Trani gremito per Roberta Bruzzone: «Manipolatori affettivi si diventa»

Un Polo Museale gremito ha accolto ieri sera Roberta Bruzzone. La nota criminologa ha presentato il suo libro “Io non ci sto più”, un manuale utile per riconoscere sin da subito i manipolatori affettivi. L’evento, moderato dall’avvocato Luca Volpe, ha visto i saluti del sindaco della Città di Trani, Amedeo Bottaro, della responsabile della libreria La Biblioteca Di Babele, Rosangela Cito, e del vice Presidente della Fondazione Seca, Domenico Cotugno. L’attore Pierluigi Corallo ha letto alcuni passi salienti del libro e hanno portato le loro esperienze l'avvocato del Cav Save di Trani, Marina Nenna, e la psicologa del Cav Save, Tania Sotero, il dirigente Coips sottufficiale Polizia di Stato, Uccio Persia, e la Presidente di Unavi, Paola Radaelli.

«Tra quelli che ho scritto questo è il libro che sto amando di più perché è un pezzo della mia mente e del mio cuore - ha esordito Roberta Bruzzone -. Nella mia vita ho incontrato parecchie persone di quelle di cui parlo nel libro, sia dal punto di vista professionale che privato. Ho avuto ostacoli veri che hanno cercato di opporsi a me facendo terra bruciata intorno con calunnie e diffamazioni. Quindi, ho vissuto sulla mia pelle quello che racconto nel libro».

La criminologa, divenuta nota per il coinvolgimento nelle indagini sul delitto di Avetrana, ha raccontato gli obiettivi del suo libro: «Ho scritto questo libro per far comprendere quali siano i presupposti che fanno precipitare la vittima, subdolamente senza che lei se ne accorga, nelle grinfie del manipolatore affettivo. In realtà non è un libro solo dedicato alla violenza nella coppia, perché all’interno vi sono dinamiche che caratterizzano tutti i manipolatori, dagli amici ai colleghi di lavoro fino ai genitori. La prima parte del libro - ha continuato la criminologa - è un viaggio nella testa dei narcisisti e nei bisogni che deve soddisfare già durante l’infanzia: ad esempio la mancanza di empatia con gli animali è un segnale pericoloso di cui i genitori devono tener conto. Per questo bisogna iniziare a lavorare già nel nucleo familiare. Come agisce il manipolatore? Più la vittima si indebolisce, più lui si sente potente: ad esempio, i narcisisti si pongono al centro dell’attenzione nelle dinamiche familiari, isolano la vittima inventando situazioni che non si sono mai verificate e si nutrono di potere quando la vittima è sola».

La seconda parte del libro, invece, è dedicata alla potenziale vittima. Roberta Bruzzone, infatti, ha inserito nel suo libro una griglia di 124 indicatori utili per riconoscere se il proprio compagno o amico sia un manipolare affettivo.

Si è chiuso tra gli applausi di un Polo Museale gremito un incontro molto interessante che ha avuto lo scopo di essere maggiormente consapevoli dei rischi in cui tutti possono incorrere e cercare di riconoscere, quando ancora non è troppo tardi, le azioni di un manipolatore affettivo.

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