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Progetto “Digital media” a cura della Prometeo di Trani: l’“insegnamento capovolto” nella formazione professionale

Non poteva sfuggire all’Unione Europea l’innovazione didattica portata, da alcuni anni e per la prima volta, all’interno dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale dall’agenzia formativa Prometeo, ente di formazione tranese accreditato dalla Regione Puglia.

E così il “flipped learning” (insegnamento capovolto) diventa una buona prassi da trasferire ad altri enti di formazione dell’Unione Europea.

Il dibattito intorno a nuove modalità di apprendimento, formale e non formale, è centrale per la formazione del futuro. I bisogni sono sempre maggiori, le specificitàaumentate e perciò si ha sempre più necessità di metodologie didattiche realmente innovative, che possano adattarsi ai fabbisogni educativi e formativi dell’utenza dei corsi di formazione professionale, specie quella dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale.

Il progetto Dime, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Erasmus Plus – KA2, vede l’agenzia formativa Prometeo capofila di un partenariato strategico europeo finalizzato a supportare il miglioramento della qualità dell’offerta di istruzione e formazione professionale promuovendo la cooperazione tra organismi attivi nel settore.

Il progetto è rivolto ai formatori europei che operano nel campo dell’educazione formale e non formale, sperimentando e attuando modelli educativi innovativi. La Prometeo, nella sessione formativa che si terrà a Trani dal 21 al 25 gennaio, andrà a trasferire le tecniche e gli strumenti del “flipped learning” a 30 operatori provenienti dalla Turchia, Svizzera, Irlanda, Finlandia, Repubblica Ceca e Polonia.

La masterclass di cinque giorni, che avrà luogo nella splendida cornice di Palazzo Beltrani, farà riferimento alle nuove tecnologie dell’apprendimento, alla didattica innovativa e ai progetti incentrati sull’uso della Rete e dei nuovi digital media (tablet, smart phone, ect.) ormai imprescindibili per l’applicazione delle nuove tecnologie nel “flipped learnig”, metodologia proposta dalla Prometeo all’interno dei propri corsi di istruzione e formazione professionale.

Il “flipped learning” (insegnamento capovolto) si basa sul ripensare l’aula come luogo di incontro per imparare a lavorare in gruppo, partecipare ad attività pratiche e laboratoriali, confrontarsi con i docenti su quanto appreso autonomamente a casa. Conoscendo il calendario della programmazione e quindi i termini di consegna, gli allievi possono organizzare lo studio liberamente, consapevoli che arrivare a lezione impreparati rallenta il lavoro dell’intero gruppo. In questo stravolgimento, un ruolo preponderante è affidato alle nuove tecnologie.

Infatti le attività in classe si avvalgono dell’uso e dei contenuti predisposti per tablet e smartphone, strumenti dei nativi digitali, che inseriti nel contesto formativo possono contribuire all’apprendimento individuale che l’allievo effettua al di fuori del tempo e dello spazio classe, tramite video, podcast e altri strumenti multimediali appositamente predisposti.

Nel modello flipped classroom il tradizionale rapporto tra insegnamento e apprendimento, e di conseguenza tra docente e discente, viene capovolto grazie ad una didattica attiva aumentata dalle tecnologie.

A incoraggiare l’adozione del flipped learning, come ricorda anche INDIRE, l’Agenzia Nazionale di Ricerca Educativa, è anche Tullio De Mauro, che richiama spesso l’attenzione sul tema. De Mauro insiste sulla necessità di abbandonare la lezione frontale per un confronto tra docenti e allievi, seguendo antiche indicazioni. Infatti, prima di Maria Montessori, già nell’antica Grecia, Socrate aveva scelto di svestire i panni di maestro per favorire un dialogo incentrato su domande semplici capaci di innescare un processo di consapevolezza. Per queste ragioni, Tullio De Mauro è convinto che l’antico mestiere “dell’insegnare ad apprendere bene” trovi nuovi strumenti con le classi capovolte che coinvolgono gli studenti in un processo di apprendimento in grado di favorire lo sviluppo del pensiero critico, innescando un vero e proprio cambiamento culturale.Tuttavia il flipped learning, come ogni forma di innovazione didattica, necessita di strumenti di valutazione adeguatamente predisposti per misurare l’efficacia degli insegnamenti e gli eventuali punti di debolezza del sistema messo a punto.

Il progetto Dime Erasmus+ servirà anche a questo, consentendo la creazione di un modello valutativo applicato alla formazione professionale da testare nel prossimo percorso formativo triennale (Operatore della promozione ed accoglienza turistica) in partenza il prossimo febbraio, rivolto ai giovani in obbligo formativo non iscritti alle scuole superiori ovvero che hanno abbandonato, durante il primo o secondo anno, il percorso di studio. L’azione formativa si avvale della rete collaborativa degli Istituti Statali Superiori “Moro” di Trani, “Garrone” di Barletta, “dell’Aquila” di San Ferdinando e “Staffa” di Trinitapoli e “Mons. Bello” di Molfetta, dove sarà possibile, grazie agli accordi intercorsi per il riconoscimento reciproco dei crediti formativi, il rientro ordinamentale (nel quarto anno) degli allievi dei corsi triennali di Istruzione e formazione professionale gestiti dalla Prometeo.

Operatori provenienti da: Ballybeen Women's Centre Ltd – UK; Kas HalkEgitimiMerkezi – Turkey; The Rural Hub – Ireland; Callidus obrazovanjed.oo. – Croatia; Reintegra - Czech Republic; Inneo - Studio TwórczegoRozwoju – Poland; Innoventum Oy – Finland; Sweb  – Swiss Federation for Adult Education – Switzerland


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