«Oggi è 19 gennaio 2019. Sono trascorsi inutilmente 7171 giorni da quando i residenti nella zona Supercinema rivolsero al Comune di Trani la prima istanza di risanamento del quartiere. Sono trascorsi 2023 giorni da quando l’allora sindaco Luigi Riserbato, con l’ordinanza numero 24 del 4 luglio 2013, dispose l’esecuzione di lavori di bonifica sul tetto del supercinema: ordinanza non ottemperata. Sono trascorsi 497 giorni da quando, nell’incontro del 21 settembre 2017 con il comitato spontaneo dei residenti, il sindaco in carica, Amedeo Bottaro, ammise candidamente di non conoscere il problema e promise il suo personale e fattivo interessamento».
Così Antonio Carrabba, presidente del comitato dei cittadini residenti nell'area del Supercinema, il quale quotidianamente, utilizzando il forum del nostro sito internet, radiobombo.com, scandisce a mo' di contatore quello che non accade all'ex cinematografo di via delle Crociate, chiuso dal 2008 e con un tetto in eternit che rischia di crollare a causa dello stato di precaria staticità della struttura in legno che lo sostiene.
Lo aveva scritto il consulente tecnico d'ufficio della Procura della Repubblica di Trani e, sulla base di quella relazione, il dirigente dell'Ufficio tecnico, Francesco Gianferrini, aveva emanato un'ordinanza che disponeva entro trenta giorni, a carico della proprietà, la messa in sicurezza della copertura.
Poco prima che il mese terminasse (la scadenza era stata fissata al 24 novembre 2018), veniva firmato un compromesso per la locazione dell'immobile in favore di una società di Bari, che si sarebbe fatta carico di un progetto di totale ristrutturazione dello stabile che comprendesse non solo il tetto, ma anche altre strutture compromesse.
Da qui la scelta del dirigente di prorogare di altri tre mesi il provvedimento e, di conseguenza, la posizione sempre più critica del comitato, sostenuto anche dal Codacons, che intravede semplicemente una tattica tesa a guadagnare tempo per non fare nulla.
La vicenda è stata recentemente richiamata nel consiglio comunale tenutosi lo scorso 31 dicembre ed il sindaco, Amedeo Bottaro, rispondendo alle sollecitazioni della minoranza si è così espresso: «È evidente che non dipende da me, perché se il dirigente ritiene di dover accordare una proroga è un atto dirigenziale rispetto al quale il sindaco non può assolutamente intervenire».
Ciononostante, il sindaco non si sottrae dal rendere qualche spiegazione e dire la sua: «Il dirigente ha emanato un provvedimento cautelare poiché ha chiesto, nelle more della proroga, alcuni interventi. Fermo restando che, nella relazione del consulente tecnico del magistrato, in realtà un pericolo imminente per la staticità di quel tetto non c'è».
La notizia, a questo punto, è data dall'intervento che si avrebbe in animo di compiere, sempre secondo quanto riferisce il sindaco: «Il privato ha chiesto una proroga perché va smontato praticamente tutto il tetto, inteso come copertura in amianto. A questo punto - tira le somme Bottaro -, giacché questo problema le città se lo trascina da sessant'anni, adesso aspettiamo ancora qualche mese, tanto oramai siamo arrivati al dunque: sul Supercinema non ci sarà più un tetto in amianto, perché quel tetto, non sarà incapsulato, ma rimosso».
Bottaro, però, quando si riferisce al privato non chiarisce se si tratti della proprietà o del conduttore con i quale la stessa ha sottoscritto un accordo che, allo Stato, sembra ancora di massima. Anche questo, quindi, diventa un motivo per il quale il comitato di residenti resta fortemente in guardia e continua a scandire quotidianamente il tempo che sembra trascorrere invano.



