Il Comune di Trani si doterà del Piano urbano della mobilità sostenibile, Pums, seguendo così le linee guida regionali, che a loro volta si ispirano a quelle europee, e lo farà stipulando un’apposita convenzione con il Dipartimento di ingegneria dell’impresa dell’Università di Roma Tor Vergata.
Lo ha stabilito l’esecutivo Bottaro, impegnando 30.000 euro in favore del Dipartimento che proporrà la redazione del Piano.
Il Pums è uno strumento di pianificazione strategica della mobilità urbana che ha come obiettivo la promozione di politiche di territorio ed ambiente sostenibile. Sostanzialmente, l’Ente intende favorire modalità di spostamento sostenibili dal punto di vista sociale ed ambientale, riducendo l’uso delle auto con la riscoperta significativa, per esempio, della bicicletta.
A trarne vantaggio, oltre che naturalmente i pedoni e i ciclisti, sarebbero gli automobilisti stessi: diminuiranno le code, l’inquinamento e la rumorosità.
L’Osservatorio Pums, che offre una panoramica sullo stato dei Piani della mobilità urbana sostenibile in Italia, conta in Puglia, secondo dei dati non ufficiali, aggiornati al 5 ottobre 2018, 3 Pums approvati, 6 adottati, 7 in redazione, per un totale di 16. La nostra Regione risulta così tra le più virtuose in Italia.
Il vero problema, però, è la pratica. In una città come Trani nella quale, fondamentalmente, manca l’educazione all’uso dei mezzi sostenibili, in cui si preferisce cercare il parcheggio il più vicino possibile piuttosto che uscire a piedi o usare i mezzi pubblici, in cui le piste ciclabili vengono utilizzate impropriamente e persino vituperate, il Pums non potrebbe essere una vera sfida educativa?
Federica G. Porcelli

